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28/09/2018

Sviluppo Rurale, ecco il Tar «Ricalcolo per chi fa ricorso»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LA DECISIONE LE TRE MISURE DEL PSR VALGONO 500 MILIONI: L'ISTRUTTORIA ANDRÀ AVANTI
I CONTRIBUTI La Regione dovrà escludere le domande irregolari e rifare le medie
l BARI. La Regione dovrà escludere dalla graduatoria delle misure infrastrutturali del Programma di sviluppo rurale tutte le domande che presentano parametri economici errati oppure deliberatamente falsati. Lo ha deciso il Tar di Bari, che ha accolto il ricorso cautelare di una ventina di imprese agricole: tuttavia la procedura non verrà sospesa né azzerata, perché l'ob bligo di effettuare il ricalcolo della media di sostenibilità economica riguarda solo chi ha fatto ricorso. Pur sommersa dalle critiche delle opposizioni, centrodestra e Cinque Stelle, la Regione annuncia che andrà avanti con le istruttorie dei tre bandi che valgono complessivamente 500 milioni di euro. Le ordinanze (Seconda sezione, estensore Serlenga) confermano che le domande probabilmente irregolari (il 73% di quelle ritenute ammissibili nella misura 4.1a) dovranno essere esaminate in contraddittorio con le aziende agricole, e che il meccanismo di assegnazione del punteggio per l'indice di performance economico (la produttività dell'investimento), che assegna fino a 25 punti ai progetti che stanno sopra la media, deve essere rimodulato: la media dell'Ipe va calcolata eliminando le domande irregolari, ma questo solo per chi ha fatto ricorso. La Regione dovrà dunque completare l'istruttoria (anche per le altre due misure su cui il Tar non aveva ordinato di effettuare le verifiche), stabilire se i dati contenuti nelle domande sono o meno ammissibili e poi, dopo aver ricalcolato la media dell'Ipe, stabilire se chi ha fatto ricorso potrà o meno rientrare nel novero dei progetti finanziabili. «Il Tar ha accolto la tesi della nostra avvocatura», secondo il presidente Michele Emiliano. E l'assessore Leo Di Gioia, che lunedì dovrebbe tenere una nuova conferenza stampa sul Psr, garantisce «celerità a favore delle aziende che oggi sono utilmente, con onestà, in graduatoria, anche con un consistente aumento delle risorse disponibili finalizzate ad uno scorrimento delle graduatorie». Critiche da Andrea Caroppo (Lega), Nino Marmo e Damascelli (Fi), Ignazio Zullo (Dit) e dal parlamentare grillino Giuseppe L'Abbate. Coldiretti ha chiesto a Di Gioia un incontro urgente per conoscere le modalità con cui proseguirà l'esame delle domande. [red.reg.]

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