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30/09/2018

Sviluppo rurale, dopo l’altolà del Tar agricoltori in pressing sulla Regione

La Gazzetta Del Mezzogiorno

4 DICEMBRE Atteso il merito Di Gioia ottimista M5S: fallimento
l Mentre la Puglia dei fondi europei viaggia oltre il miliardo di euro di spesa, Il Piano di sviluppo rurale - ovvero la più corposa programmazione 2014-2020 che attinge dal Feasr - rischia di rimanere al palo. Nei giorni scorsi, infatti, il Tar ha accolto la sospensiva di alcune aziende agricole ricorrenti contro la graduatoria del bando 4.1A e contro la conseguente posizione raggiunta in graduatoria da altre, il tutto a causa dell'IPE - Incremento Performance Economiche - ovvero la presunta redditività, indice sul quale molti hanno calcato la mano, di fatto scalzando le aziende che invece avevano presentato progetti più realistici. Su quella misura, a fronte di 3.200 domande, la Regione ne ha prima ritenute ammissibili solo 652, scatenando le proteste del mondo agricolo e annunciando controlli più rigorosi, e poi ha denunciato che almeno il 73% delle domande ammesse era da rivedere. L'assessore Leo Di Gioia , dunque, ha accolto con favore la sentenza, il cui merito sarà noto il 4 dicembre, perché finalmente questa la tesi dell'assessorato - il giudizio potrà consentire di fare luce sulle 477 domande ammesse che sono risultate fuori parametro. Tra le organizzazioni agricole, però, i timori di ulteriori ritardi si fanno sentire. Anche perché l'incidenza del cosiddetto IPE, che ha fatto sballare le graduatorie, assegna un punteggio pari a 25/100 sulle misura 4.1a (quella sospesa dal tar) e 4.1b ma su altre, ad esempio la 6.4 (agriturismo), arriva addirittura a 60/100. Di qui il pressing ad andare spediti per superare i ritardi burocratici già accumulati (sul sistema informatico Eip) e gli errori commessi in corso d'opera (causati anche dall'overbooking di alcune misure, su cui si è registrata un'insostenibile impennata di richieste di accesso ai fondi). Coldiretti chiede «un incontro urgente all'assessore regionale per conoscere secondo quali modalità e tempistiche la macchina burocratica dell'assessora to intenda procedere all'istrutto ria di quali e quante domande» e sollecita la Regione a fare luce anche sui bandi «che non erano oggetto della sentenza del Tar e che sono fermi al palo da 2 anni». Quanto ai progetti dei giovani agricoltori, Coldiretti si attende una «conferma delle risorse aggiuntive» dopo che lo stesso assessore, alle prese con le proteste, aveva garantito mesi orsono una rimodulazione dei programmi a favore di quelli più richiesti (compatibilmente con le procedure e gli impegni di spesa). «Bisogna fare i complimenti alla Giunta Emiliano per aver fatto il botto di fallimenti: con il rinvio a dicembre della discussione nel merito dei ricorsi presentati per il Psr contro la Regione, il governo pugliese - attacca Nino Marmo , capogruppo FI - ne uscirà molto, molto male». Dai consiglieri di Dit-Noi con l'Italia ( Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini ) l'allarme: «già eravamo in ritardo. Ora non solo si dovrà attendere il 4 dicembre, ma dopo c'è il rischio che la Regione debba annullare e rifare tutto da capo. La verità è che il bando era scritto talmente male e con maglie talmente ampie che ha prodotto un grande pasticcio». «Se l'assessore Di Gioia conserva un po' di buonsenso rimetta la sua delega» , tuonano i consiglieri M5S Cristian Casili, Rosa Barone e Antonel la Laricchia , accusando la giunta Emiliano di voler far «passare come una vittoria» l'ordinanza del Tar. È vero il contrario, dicono, visto che i giudici parlano di «lamentata illogicità delle modalità di selezione» e risulta «evidente che ci sia stato un problema nel formulare il bando per colpa dell'assessorato che, purtroppo, da questo pantano non ci farà più uscire». «Adesso per non perdere gli aiuti entro il 31 dicembre incalza Casili - bisogna procedere all'aumento delle risorse in misure che possono avere una reale ricaduta sulle imprese, ad esempio la misura 11.1 Agricoltura Biologica, che dopo 3 anni non ha ancora definito le graduatorie, con aziende che stanno sostenendo spese in quanto non escluse. Purtroppo chi governerà dopo il 2020 dovrà raccogliere i cocci». «È assurdo che il presidente Emiliano e Di Gioia rivendichino quasi come una vittoria il pronunciamento del Tar - attacca Andrea Caroppo (Lega) - e chi ha fatto le graduatorie, Babbo Natale? Si tratta di una figuraccia clamorosa». «Qualcuno dovrebbe fare ammenda per il gran caos creato e per la paralisi in cui ha gettato il mondo agricolo - dice Domenico Damascelli (FI) - con i pasticci del Psr rimasto drammaticamente fermo. Auspico che la Regione riesca a controllare oltre 3.200 domande entro il 4 dicembre, quando i giudici amministrativi di Bari discuteranno nel merito la sospensiva. Ma perché non l'ha fatto prima? Si sono persi oltre due anni». «I giudici amministrativi hanno sostanzialmente accolto la tesi proposta dall'Avvocatura regionale - ribatte Enzo Colonna (Noi a Sinistra) - e va a tutela di tutti, non solo di coloro che oggi risultano esclusi. È necessario andare fino in fondo, caso per caso e domanda per domanda in modo da essere più trasparenti possibile». [red. reg.]

Foto: COLDIRETTI Emiliano e Di Gioia ad un sit-in davanti alla Regione

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