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08/05/2021

«Sviluppo e ricerca, più investimenti Ora si punta sulla digitalizzazione»

QN - La Nazione

di Donatella Miliani Sostegni alle imprese per superare un gap strutturale e di produttività che la crisi conseguente alla pandemia ha contribuito ad accrescere ancora di più. Così la Regione Umbria si appresta a varare interventi per rimettere in moto il tessuto economico del territorio. Duplice l'obiettivo della manovra: dare sostegno a ricerca e sviluppo, elementi fondanti dell'innovazione delle imprese, e alla digitalizzazione. «L'innovazione come fattore di rilancio e crescita ncessita però di ecosistemi di supporto - dice l'assessore regionale allo Sviluppo Economico Michele Fioroni -, indispensabili per promuovere la ricerca di base, il trasferimento tecnologico e generare nuove competenze. A tale fine la Regione ha messo a disposizione un bando da 15 milioni di euro con l'obiettivo di incentivare connessioni tra imprese più strutturate, pmi innovative, start up e istituzioni universitarie. Le 133 domande pervenute, più del doppio del previsto, dimostrano che abbiamo colto nel segno. Un altro bando da 25 milioni di euro è invece destinato al tessuto delle pmi affinchè possano avviare o completare il percorso di trasformazione digitale, indispensabile per rimanere competitive e intraprendere il sentiero della crescita dimensionale. La sfida è produrre un cambiamento culturale che induca quegli imprenditori che ritengono l'investimento nel digitale più un costo che un'opportunità, di acquisire consapevolezza in tal senso. Per vincere questo pregiudizio sono state previste premialità e maggiorazioni del contributo. Per la prima volta ad esempio verranno riconosciute le spese di consulenza e formazione. Stiamo anche lavorando al progetto di rilancio del polo chimico di Terni. Un piano più a lungo termine che prevede di integrare le filiere e interconnettere sostenibilità economica, ambientale e sociale creando ecosistemi di bioeconomia circolare». In questo caso i fondi arriveranno dal Pnrr. La convinzione del ruolo strategico della digitalizzazione per far risalire il Pil dell'Umbria e riportare la sua economia, oggi scivolata nei parametri dei territori del sud a un livello più consono alle sue potenzialità, ha prodotto anche un altro bando da 3 milioni di euro per la formazione digitale. E se c'è un comparto in cui questo è fondamentale per la competitività è senza dubbio quello del turismo. Uno dei più colpiti dalla pandemia, per la cui ripartenza è stato varato uno specifico pacchetto di interventi, 'Umbriaperta', a sostegno di enti locali, sistema delle imprese e cittadini. «Cinque gli strumenti messi in campo - dice l'assessore regionale al Turismo Paola Agabiti-, per complessivi 12 milioni e 150mila euro con bandi gestiti da Sviluppumbria. Il pacchetto punta a sostenere le imprese ricettive (8 milioni di euro), quelle della filiera del turismo nel cratere del sisma del 2016 (1.050.000 euro), le attività di incoming (un milione di euro), i prodotti turistici territoriali (1.600.000 euro) e il settore del turismo ma anche della cultura». © RIPRODUZIONE RISERVATA