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21/01/2021

Superbonus, tante incertezzeE i cantieri restano bloccati

Il Mattino di Padova - Riccardo Sandre

«Il Superbonus è una grande opportunità ma a oggi i risultati, se si vedono, sono negativi». A dirlo il presidente degli Edili di Confartigianato Padova Giovanni Miazzo che, pure entusiasta delle potenzialità della nuova legge, non riesce a non fare i conti con la realtà quotidiana delle imprese del territorio. «Il Superbonus è un'opportunità eccezionale per il nostro settore, e lo dimostrano le decine di richieste di preventivi e di progetti di intervento che abbiamo sulle nostre scrivanie» spiega Miazzo, anche titolare di un'azienda di costruzioni.«Vero è però che», aggiunge, «sono sei mesi che la legge subisce continui adeguamenti, modifiche e chiarimenti. Una condizione di incertezza che sta bloccando il settore. Molti dei cantieri che sarebbero partiti comunque, anche solo con le detrazioni già consolidate, sono fermi. I clienti non vogliono rimetterci e aspettano di potere adottare il sistema più conveniente. Il risultato è un rallentamento evidente alla nostra attività pure a fronte di un provvedimento pensato per fare dell'edilizia un volano strategico della ripresa economica del Paese. E la situazione inizia ad avere il sapore amaro di una beffa». Eppure il superbonus potrebbe essere un'opportunità eccezionale. «Già qualche tempo fa avevamo stimato in oltre 370 milioni di euro il valore degli investimenti nella sola città di Padova grazie a un Superbonus prorogato fino al 2026» spiega il Giovanni Varotto coordinatore del sistema casa di Upa. «Un volano che avrebbe garantito la riqualificazione di una parte importante dei quasi 130 mila edifici con oltre 40 anni di età presenti in Provincia. Ma se non si stabilizzano le norme e non si prolungano i tempi di accesso al bonus, il rischio che una grande opportunità si tramuti in una bolla di sapone sono concreti». Concorda con questa lettura anche l'Ance di Padova che guarda, con lo stesso atteggiamento critico, un altro aspetto del problema, quello relativo all'apertura dei bandi per le infrastrutture del Paese, bandi cui non seguono le gare per l'aggiudicazione dei lavori. «Nonostante tutte le riforme adottate e le risorse annunciate» spiega Mauro Cazzaro, presidente di Ance Padova «i cantieri non aprono, come testimonia il dato delle ore lavorate nei cantieri nei primi nove mesi del 2020, fortemente in calo sia a livello nazionale (-16, 8%), che nel Padovano (-5% circa). Basta vedere quanto sta accadendo con Anas che, dopo aver pubblicato sotto Natale bandi per centinaia di milioni di lavori, nei giorni scorsi ha rimandato a data da destinarsi l'apertura delle gare. Il bando è solo uno specchietto per le allodole: le opere sono ancora bloccate». Riccardo Sandre