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28/11/2020

Super agenzia tecnica per concorsi e appalti, mini-distretti sanitari e Consiglio dei sindaci «Usiamo i fondi Mes»

Corriere della Sera - Maurizio Giannattasio

esame alla sanità La piattaforma del Pd
Il progetto dem «Bisognare ricostruire la fiducia di operatori e cittadini: ruolo chiave ai medici di base»
Prima il sindaco Beppe Sala con un'intervista e un video. Ieri, il Pd lombardo. Prende sempre più forma la proposta di riforma sanitaria siglata centrosinistra. Sala l'aveva sintetizzata in cinque punti: istituzione di un'Agenzia per il governo della sanità, riequilibrio del rapporto tra sanità pubblica e privata, potenziamento della medicina territoriale e dei medici di base e infine la creazione di un Consiglio di indirizzo regionale dove i sindaci possano giocare un ruolo che non sia solo formale. Ieri, il segretario del Pd lombardo, Vinicio Peluffo e il capogruppo dei dem in Regione, Fabio Pizzul sono entrati nel merito della proposta. «La pandemia ha mostrato tutta la fragilità del sistema sanitario regionale - è stata la premessa di Peluffo che ha tracciato la road map - La legge 23, voluta in via sperimentale da Maroni e portata avanti da Fontana, scadrà a fine anno. La tempistica ci restituisce la possibilità di cambiare in modo radicale e coraggioso la sanità lombarda». Peluffo insieme a Pizzul ha chiesto che la discussione sulla riforma sia aperta e pubblica, portata dai tavoli del centrodestra nella sede propria della commissione Sanità del Consiglio regionale.

Da parte del Pd, è già stata impostata una proposta «di radicale cambiamento rispetto a un'organizzazione sanitaria regionale attuale che non ha retto all'urto della pandemia». La prima bozza è stata elaborata da e con il gruppo regionale. Si è partiti a luglio incontrando medici, scienziati e amministratori locali con l'obiettivo non solo di correggere la legge attuale ma «di offrire ai lombardi per il 2023, anno delle elezioni una visione alternativa a quella attuale». Segue appello a Lega e ai partiti del centrodestra: «Escano dalle segrete stanze- attacca Pizzul - e si apra al più presto la discussione in commissione Sanità, che è la sede adatta e competente». Il punto di partenza del Pd è quello di ricostruire la fiducia rispetto a un sistema sanitario provato dall'emergenza Covid, «che vede medici e operatori sanitari scoraggiati e amareggiati dalla mancanza di direttive chiare da parte della Regione».


Secondo la proposta del Pd, nella sanità regionale attuale vanno prima di tutto cambiate le Ats, che non hanno funzionato come si pensava e «hanno dato indicazioni differenti nei diversi territori». La criticità sta soprattutto nelle dimensioni delle Ats operative su territori molto vasti ma con indicazioni spesso diverse tra loro. «Stiamo pensando a un'agenzia o azienda regionale unica che si occupi di dare un governo unitario e univoco in tutta la Regione». Sala aveva aggiunto che un organismo di questo genere, già presente nel Lazio e in Veneto, dovrà avere il compito di coordinare tutto il sistema e di governare anche l'offerta del privato accreditato da una posizione di forza e di competenza e farsi carico di gestire gli acquisti sanitari oltre ai concorsi per il reclutamento del personale. Un'agenzia di questo tipo, formata essenzialmente da tecnici, limiterebbe in qualche modo i poteri dell'assessore di turno, oltre che garantire una continuità operativa. Questo cambio radicale di governance ha come finalità quella di creare e valorizzare dei distretti e della medicina territoriale. «Va decisamente recuperato il ruolo dei medici di base e vanno introdotte le unità socio sanitarie territoriali che si prendano cura del territorio di riferimento» specifica Pizzul. La nuova governance avrà anche il compito di riequilibrare i rapporti tra sanità pubblica e sanità privata. Fermo restando il sistema degli accrediti, la proposta è quella di modificare l'attuale sistema dei rimborsi «che - aveva spiegato Sala - non si deve basare solo sulla fatturazione della singola prestazione, ma che tenga conto del risultato dell'intero percorso di cura». L'esempio è dello stesso sindaco: «L'80% del rimborso è sulla prestazione effettuata dall'ospedale privato convenzionato, ma il restante 20% viene liquidato alla dimostrazione del risultato della cura». Un ultimo punto riguarda il ruolo dei sindaci che pur essendo i responsabili della salute dei propri cittadini, non hanno voce in capitolo.


Obbiettivi ambiziosi anche dal punto di vista economico. Ne è consapevole lo stesso Peluffo. «Per realizzare la rivoluzione occorrerà utilizzare risorse importanti, straordinarie, a partire dal Recovery Fund e dal Mes».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le proposte

Un'azienda unica

sul modello Veneto

Un'agenzia o un'azienda regionale sui modelli
di Lazio e Veneto per coordinare il sistema e governare anche l'offerta del privato accreditato

1

Un riequilibrio

pubblico-privato

Fermo restando il sistema degli accrediti agli ospedali, il Pd vuole modificare il sistema dei rimborsi inserendo i dati del percorso di cura

2

Comuni in campo

per la governance

Nella riforma pd un ruolo chiave sarà riservato ai sindaci, oggi responsabili della salute pubblica senza avere voce in capitolo sulle decisioni

3


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