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27/05/2020

“Sulle opere pubbliche una deroga temporanea alle regole attuali”

La Repubblica - marco ruffolo

Aristide Police Le idee per un'Italia che funzioni meglio
Roma - Addio alle gare d'appalto aperte per uno o due anni; impossibilità per il giudice di bloccare un contratto in caso di vizio di legittimità; ritorno all'appalto integrato. Le tre proposte che Aristide Police, professore di diritto amministrativo alla Luiss e a Tor Vergata, ha presentato insieme ad alcuni suoi colleghi, vanno nella direzione di accelerare le opere pubbliche derogando ad alcune garanzie ma rispettando le norme europee.
Lei propone di eliminare le procedure aperte di gara per un certo periodo? «Sì, ma come spinta temporanea alla necessità impellente di rimettere in moto l'economia. Noi proponiamo che la gara sia sostituita da una procedura negoziata,senza bando per lavori sotto la soglia comunitaria, e con pubblicazione di bando sopra la soglia». Che pensa dell'idea di applicare alle altre opere il modello Genova? «Non lo ritengo possibile: quella soluzione non solo ha eliminato la gara ma non ha neppure previsto una procedura negoziata».
E se poi le aziende escluse ricorrono al Tar? «Proponiamo che sia preclusa al giudice la possibilità di dichiarare l'inefficacia di un contratto già stipulato. I lavori andranno avanti lo stesso e se c'è un vizio formale, il giudice disporrà un risarcimento».
Perché lei propone il ritorno all'appalto integrato: progettazione ed esecuzione in capo allo stesso soggetto ? «Il Codice degli appalti aveva previsto che le stazioni appaltanti fossero razionalizzate e ridotte. Cosa che non è avvenuta, cosicché molte amministrazioni oggi non sono in grado di fare i progetti».
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Foto: kAristide Police Insegna Diritto amministrativo


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