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27/07/2021

SULLE INFRASTRUTTURE L’INTERVENTO PUBBLICO È NECESSARIO

La Repubblica - Affari Finanza - Remy cohen *

L'intervento
L' intervento pubblico nell'economia, e in particolare nel settore infrastrutturale, in questo periodo pandemico, continua a suscitare dibattiti tra economisti, politici ed operatori. Le recenti azioni del governo al riguardo del settore infrastrutturale rispondono alle principali critiche che sono sorte da parte degli operatori e delle autorità pubbliche. Il rilancio delle infrastrutture non deve e non può essere considerato come un fatto sporadico, come uno shock una tantum per accelerare la crescita. Il nostro sistema infrastrutturale ha bisogno di colmare il gap rispetto agli altri Paesi europei e di aiutare la produttività e competitività delle nostre aziende. Sicuramente lo shock iniziale è necessario ma va poi creata e mantenuta una politica infrastrutturale regolare in linea con la crescita della nostra economia. In questo senso, le riforme contenute nel Pnrr e le recenti misure del governo in merito alle semplificazioni burocratiche, alla normativa sugli appalti, al reclutamento di nuovi funzionari nella Pubblica amministrazione ci vengono incontro per affrontare il tema dello sviluppo infrastrutturale. I decreti dei ministri Brunetta e Giovannini sono indispensabili per riformare l'amministrazione pubblica e creare una classe di funzionari pubblici che siano in grado di progettare, accelerare e monitorare la realizzazione di progetti, nel quadro di una solida politica infrastrutturale. Accanto a questo tema si dibatte sul crescente ruolo pubblico, implicito nel Pnrr e sulla politica delle infrastrutture, che tende a spiazzare (fenomeno del"crowding out") l'intervento privato. Non esistono al momento alternative a un forte intervento pubblico tramite Pnrr, fondi europei e/o bilancio pubblico. Abbiamo bisogno di uno shock per realizzare un piano infrastrutturale importante e questo può essere realizzato soltanto in presenza di un forte intervento finanziario pubblico. Intervento pubblico che deve saper gestire la realizzazione dei progetti approfittando del fatto che, grazie alla pandemia e al Pnrr, i vincoli finanziari sono stati rimossi, e che almeno per un paio d'anni ancora i vincoli di bilancio europei rimarranno allentati. In questo momento, il modello di realizzazione dei progetti in project financing in cui il settore privato porta finanza complementare a quella pubblica per la realizzazione dei progetti è un modello superato. Abbiamo finanza pubblica: abbiamo bisogno di utilizzare il settore privato per le sue competenze per accelerare la realizzazione dei progetti e manutenere le opere realizzate, e dove il caso anche di gestirle. La finanza privata, intesa come partecipazioni ad operazioni di partenariato pubblico-privato fin qui seguiti, per la realizzazione dei progetti è ancora troppo lenta, in questo momento inutile, e comunque rischia di essere inefficiente di fronte a una controparte pubblica che, anche in presenza di nuove forze, richiederà tempo perché vada a regime. La finanza privata, e in particolare le banche, assumono invece una valenza importante per sostenere e prefinanziare le imprese, specie le Pmi, della filiera infrastrutturale, che hanno sofferto enormemente nel periodo pandemico, e permettere loro quindi di beneficiare dei progetti del Pnrr. Tuttavia, riforme e Pnrr dovrebbero contribuire a far sì che la riduzione dei rischi per il settore privato porti a un abbassamento del costo di realizzazione dell'infrastruttura. Meglio quindi sfruttare il settore privato per la efficiente progettazione e realizzazione delle opere, con una particolare enfasi sulla manutenzione delle stesse. Quindi è necessario un nuovo modello di partenariato pubblico-privato, basato su progettazione, costruzione e manutenzione, in cui l'asimmetria informativa tra settore pubblico e privato viene decisamente ridotta e vengono introdotti principi di governance delle infrastrutture. Il settore pubblico ha di fronte una grandissima responsabilità, in quanto deve garantire la realizzazione dei progetti nei tempi del Pnrr ma deve anche prestare attenzione oltre all'analisi economica e sociale (analisi costi benefici) anche a quella finanziaria delle operazioni. Infatti, un'attenzione in questa fase alle strutture giuridiche e ai rendimenti finanziari permetterebbe di lasciare una porta aperta a eventuali future privatizzazioni dell'infrastruttura stessa, quando il tema della riduzione del debito pubblico diventerà più attuale. * Università Lum Giuseppe Degennaro