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16/12/2019

«Sulla Liguria il governo è in ritardo Arrivati 50 milioni sui 600 di danni»

Corriere della Sera - Riccardo Bruno

L'intervista
Il governatore Toti e le infrastrutture: Gronda, spero nel via libera l'anno prossimo
«La scorsa settimana abbiamo inaugurato il nuovo terminal di Vado. È il più moderno del Mediterraneo, milioni di investimento, ma se poi non ci sono le strade per raggiungerlo rischia di essere tutto inutile». Per Giovanni Toti, presidente della Liguria dal 2015, il porto di Savona è il simbolo di una regione che prova a crescere ma che trova mille ostacoli, una terra piegata da alluvioni e tragedie, ma anche da promesse mai mantenute. «La Liguria è un emblema del Paese. Al di là dei proclami, sulle infrastrutture non si fa un passo avanti, siamo inchiodati su tutto. Almeno una volta nell'emergenza si riusciva a dare delle risposte, adesso nessuno al governo si assume le responsabilità. Sinceramente sono sfiduciato».

Domani (oggi per chi legge) arriva la ministra Paola De Micheli per parlare della Gronda, la nuova autostrada di Genova. Cosa si aspetta?


«Quando l'esecutivo si è insediato aveva promesso di partire entro Natale. Visti i tempi, siamo già un po' lunghi. Speriamo che almeno si riesca a dare il via libera entro il prossimo anno. Dopo un decennio di discussioni, non si può adesso ridiscutere un'opera che l'ottanta per cento dei cittadini e tutte le categorie sociali vogliono. Ogni mese di ritardo sarebbe colpevole, segno di un'arroganza insopportabile».


È uno dei tanti cantieri che lei chiede di sbloccare.


«È un tema che non riguarda solo la Liguria. Bisogna al più presto avviare un piano di infrastrutture, utilizzare i miliardi di euro disponibili che languono nei bilanci. Le risorse della missione Italia Sicura sono state trasferite per scelta ideologica al ministero dell'Ambiente, che aspetta nuovi leggi per affidarle alle regioni. E intanto tutto è immobile».


Lo stesso vale per le risorse chieste dopo la recente ondata di maltempo.


«La peggiore degli ultimi cinquant'anni. Noi abbiamo stimato 600 milioni di danni alle infrastrutture pubbliche, l'Unioncamere ha calcolato 2 milioni di perdita al giorno per le attività commerciali. Finora sono arrivati soltanto 50 milioni».


Troppa burocrazia o colpa della politica?


«La burocrazia è il pretesto di chi non vuole cambiare. Di chi tiene tutto fermo per giustizialismo ideologico, o per l'illusione di una decrescita felice».


Che cosa propone?


«Per esempio concedere poteri commissariali alle Regioni, e a cascata ai sindaci. Bisogna derogare a leggi ambientali assurde, abrogare il codice degli appalti».


La recente storia italiana consiglia di essere cauti.


«I grandi scandali ci sono sempre stati. La magistratura deve avere gli strumenti per controllare e punire in tempi rapidi i colpevoli, ma non può sostituirsi alla politica. Servirebbe invece una grande unità nazionale non solo per riscrivere la legge elettorale, ma per rilanciare la crescita, lo sviluppo, creare nuovi posti di lavoro. Su questo non dovrebbero esserci divisioni di partito».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi è

Giovanni Toti, 51 anni,
è presidente della Regione Liguria dal giugno 2015

Giornalista , è stato direttore di Studio Aperto di Italia 1
e del Tg4

Nel gennaio dl 2014 diventa consigliere politico di Forza Italia e poi parlamentare europeo

Nel 2019
ha fondato
il movimento politico «Cambiamo!»