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03/06/2020

«Sui bus commistioni di interesse e documenti presentati in ritardo»

Corriere Fiorentino

L'inchiesta
Gli esposti di Mobit alla Procura su presunti rapporti tra Ratp e Regione
Nasce da una denuncia l'inchiesta della Procura di Firenze sul bando di gara della Regione per aggiudicare l'intero trasporto pubblico locale su gomma della Toscana per 11 anni a un gestore unico. O, più precisamente, da una serie di denunce che nei mesi scorsi sono state depositate e che ora sono agli atti dell'indagine del procuratore aggiunto Luca Turco e del pm Antonino Nastasi, che ipotizzano turbativa d'asta e falso e hanno iscritto sul registro degli indagati un funzionario della Regione Toscana e il responsabile unico del procedimento (Rup). Le denunce sono state presentate da Mobit, il raggruppamento dei gestori attuali - 14 consorzi e 26 imprese toscane, da Cap ad Ataf a Lineacapeggiato da Busitalia ferrovie. I documenti puntano a sottolineare alcune presunte opacità che coinvolgono Regione Toscana e Autolinee Toscane spa, società del gruppo francese Ratp che si è aggiudicato la gara, un appalto che avrebbe dovuto diventare operativo il primo giugno, data slittata di un mese a causa dell'emergenza Coronavirus. In una denuncia si fa riferimento a una serie di presunte «commistioni di interessi e dirigenti e consulenti regionali e la Ratp». Nel documento, che la magistratura dovrà adesso verificare, si fa riferimento «all'assunzione da parte di Ratp» di almeno due persone che hanno lavorato per la Regione Toscana e si fa notare che «uno dei componenti della Commissione aggiudicatrice della gara è stato membro del Collegio sindacale di una società dove azionista di maggioranza era Ratp». Nella denuncia si menziona espressamente anche una deliberazione regionale della Giunta che ha portato a oltre 8 milioni di finanziamento ad Autolinee Toscane per «l'acquisito di autobus senza peraltro prevedere che ne fossero comprati ulteriori a quelli già finanziati». E proprio su questo punto, domani, dovrebbe esserci la pronuncia al Tar, al quale si sono rivolti i legali di Coopit. Un fatto è certo. La gara è stata caratterizzata da un complesso contenzioso amministrativo aperto dal consorzio Mobit, formato da società di trasporto toscane che concorrevano insieme all'aggiudicazione, contro la stessa Autolinee Toscane spa. Nel dicembre 2019 il Consiglio di Stato, esprimendosi su una precedente sentenza del Tar, ha valutato la gara come legittima e quindi ha confermato la regolarità dell'aggiudicazione ad Autolinee Toscane spa. Nella denunce si fa riferimento anche al Piano Economico Finanziario (Pef) che doveva essere ripresentato dopo il primo annullamento da parte del Tar. La Regione Toscana aveva rinnovato la procedura «stabilendo che entro il 28 febbraio 2017 entro le 13 - si legge nella denuncia - dovevano essere presentati i nuovi Pef, pena esclusione, in formato digitabile». Mobit nella sua denuncia, sostiene che il Pef di Autolinnee Toscane è arrivato due ore prima la scadenza e che nella seduta pubblica il supporto informatico che conteneva quel Pef «non veniva aperto, né veniva chiuso in busta sigillata e neppure sottoscritto in sede di gara con la formula "si appone la propria sigla". Soltanto nella seduta segreta della Commissione» si sarebbe dato «atto che nel supporto presentato da Autolinee Toscane era presente» quel Pef. Facendo accesso agli atti, Mobit sostiene che quel documento è stato presentato con due giorni di ritardo. Proprio su questo punto Mobit ha chiesto alla Procura di fare luce. Simone Innocenti

Le carte Per il consorzio sconfitto nella gara ci sarebbero state «assunzioni da parte di Ratp» di due persone che hanno lavorato in Regione