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25/05/2021

«Sugli appalti non si scherza pronti allo sciopero generale»

Gazzetta di Reggio

Il segretario nazionale della Cgil, Landini, ribadisce il no all'azzeramento del codice «Si torna indietro di vent'anni a scapito della qualità del lavoro e delle opere» modena
MODENA. È un avvertimento forte e chiaro quello che Maurizio Landini, segretario nazionale della Cgil, invia al Governo Draghi e a Matteo Salvini che spinge per "azzerare" il codice degli appalti, dalla sede della Cgil durante le iniziative per i 120 anni della Camera del Lavoro.«La liberalizzazione del subappalto, le gare al massimo ribasso, e poi ci mancava pure l'appalto integrato, quello che affida allo stesso soggetto la progettazione e l'esecuzione dell'opera. Trovo del tutto sbagliato e grave l'orientamento che il governo sembrerebbe prendere con il Decreto Semplificazioni», avverte Landini. «Così si torna indietro di vent'anni, ai tempi del governo Berlusconi e del suo ministro Lunardi. E abbiamo già visto che cosa significa: riduzione dei diritti per chi lavora sugli appalti, scarsa qualità del lavoro, scarsa qualità delle opere, maggiore insicurezza nei cantieri e, infine, il rischio di alimentare il male oscuro italiano, quello della corruzione e dell'illegalità». E se questa ipotesi sarà confermata, il segretario nazionale, non esclude che si possa tornare alla lotta dei lavoratori con tanto di sciopero generale.«Alcune nostre categorie unitariamente sono già pronte allo sciopero generale. Noi, conseguentemente, lo valuteremo insieme a Cisl e Uil. Al governo stiamo dicendo che non va, che sta sbagliando. Si era impegnato a discutere con noi prima di approvare le riforme e i decreti, invece non lo sta facendo».Landini, che a Modena ha risposto alle domande di Gad Lerner, ha toccato anche il tema della proposta di Letta sulla tassa delle successioni. «La prima dote che vedo da dare a un giovane, in questo momento, è la possibilità e la certezza di avere un lavoro con diritti. Il tema che non stiamo affrontando ed è il male che c'è in questo Paese, è la precarietà del lavoro. Il punto che non possiamo accettare è il fatto che non si può essere poveri lavorando. Uno attraverso il lavoro deve poter vivere dignitosamente. È questa la battaglia che deve essere fatta». Secondo Landini queste proposte non possono essere lanciate a "spot" senza inserirle in un contesto più ampio e complesso che, prima ancora che il tema fiscale, soprattutto per i giovani deve coinvolgere il tema del lavoro. Che per i ragazzi è la priorità. «Non perché io sia contrario a intervenire sulle successioni. Del resto la nostra organizzazione ha proposte che affrontano anche queste questioni ed è vero che in altri Paesi europei hanno situazioni diverse dalle nostre. Ma io penso che qui ci sia un tema più complessivo che riguarda quello che si fa in Italia e quello che si fa in Europa. Perché il problema della tassazione oggi è a livello europeo. Tutta la questione delle delocalizzazioni nasce dal fatto che in Europa non c'è un sistema fiscale unico e addirittura hai forme di paradisi fiscali in Europa». --