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20/07/2018

«Sud, crescita sì ma lenta con 9mila nuove aziende»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

IL RAPPORTO LA RIPRESA A DUE VELOCITÀ
Il ministro Lezzi: «Male la coesione. Aumenta la differenza dal Nord»
l ROMA. L'Italia del Sud prosegue una «lenta ma costante risalita». La crescita del Pil nel 2018 sta frenando al +1,1% dall'1,4% del 2017, secondo le previsioni di Confindustria e del centro studi del gruppo Intesa Sanpaolo Srm nel Check up Mezzogiorno. Le imprese continuano ad aumentare, lo scorso anno ne sono state aperte 9 mila in più, ma un giovane su due è disoccupato e oltre un terzo di loro non studia né lavora. Rispetto ai livelli pre-crisi mancano all'appello 400 mila occupati. «Le politiche di coesione territoriale, negli anni, non hanno funzionato per raggiungere il loro obiettivo. Il divario è addirittura aumentato», dichiara il ministro per il Sud, Barbara Lezzi (M5S). Lezzi è al lavoro per accelerare la spesa dei fondi europei e per inserire, già nel decreto dignità in discussione alla Camera dei deputati, le prime misure per il Mezzogiorno: il rinnovo e il potenziamento bonus Sud per le assunzioni e l'estensione del vincolo di localizzare il 34% degli investimenti pubblici nel Meridione anche alle Ferrovie dello Stato e all'Anas. Al ministro, che conferma anche l'im pegno del governo per abbattere il cuneo fiscale, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia , esprime la condivisione dei «cittadini-imprenditori» se «la direzione di marcia è lavoro, riduzione del divario del Sud, crescita e potenziamento delle infrastrutture». L'intesa tra gli industriali e il ministro per il Sud, del resto era stata già sancita dallo sblocco del credito di imposta, con l'introduzione della possibilità di presentare la documentazione anti-mafia dopo aver ricevuto le agevolazioni. Confindustria stima che questa misura, con 2,2 miliardi di incentivi, sta promuovendo investimenti in impianti e attrezzature al Sud per 6,4 miliardi. Dopo le polemiche sul decreto dignità, Boccia rivendica di valutare «i provvedimenti e non i governi» e, al di là delle molte divergenze con l'esecutivo Conte, sottolinea convergenze per esempio sulla proposta di aprire un tavolo sul codice degli appalti per «semplificare e accelerare le procedure». Del resto le costruzioni, secondo i dati illustrati dal presidente dell'Ance, Gabriele Buia , continuano a essere «l'anello mancante della ripresa». Nel Mezzogiorno sono attive un quarto delle imprese del settore, circa 131 mila, e negli anni della crisi ne sono scomparse 26 mila in un vero «processo di deindustrializzazione». Maurizio Carrara , responsabile Industria di Forza Italia alla Camera commenta: «Continua a rimanere drammatica la situazione al Sud. La presentazione di poco fa del «Check Up Mezzogiorno» conferma che un giovane meridionale su due non lavora e oltre un terzo di loro non lavora e non studia. Talenti e generazioni a cui è impedita l'autorealizzazione e ogni percorso di sviluppo. Una situazione molto grave aggiunge il deputato - tanto più che occorre recuperare anche i 400mila posti di lavoro al Sud persi dall'inizio della pesante crisi economica. L'indice di povertà raggiunge il 20% e il Pil previsto quest'anno si riduce all'1,1% rispetto all'1,4% del 2017, dati che mostrano l'ur genza di approntare immediate misure correttive. Con i primi provvedimenti, quale ad esempio il decreto Dignità, il governo gialloverde - conclude Carrara invece di promuovere l'occupazione la scoraggia, invece di occuparsi di delineare una strategia di sviluppo economico rimanda sine die ogni decisione puntando solo a prolungare gli utili ma non sufficienti sgravi fiscali, che vanno inseriti in un piano organico di attrazione e crescita delle imprese».

Foto: L'ALLARME DELL'ANCE «Continuano a soffrire le imprese edili, circa 131mila nel Mezzogiorno. Negli anni della crisi ne sono scomparse 26 mila»


Foto: CONFINDUSTRIA Il presidente Boccia

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