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02/07/2021

«Subito un incontro tra Clara e sindaci»

QN - Il Resto del Carlino

CODIGORO I dipendenti di Clara hanno chiesto a gran voce certezze per il presente e il futuro, nel presidio davanti al quartier generale della società, organizzato dai sindacati Fp-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, e collegato allo sciopero nazionale delle aziende di igiene ambientale che si è svolto ieri. Fabio Artosi (Fp-Cgil), affiancato da Massimiliano Vicentini (Fit-Cisl) e Claudio Minarelli (Uiltrasporti) ha tracciato un lungo elenco di criticità da affrontare e che è stato oggetto di protesta nei confronti della direzione aziendale, a partire dall'azzeramento delle relazioni sindacali in un momento delicato per le prospettive della società che si occupa della gestione dei rifiuti in diciannove comuni della provincia: in sostanza tutti, ad eccezione di Ferrara e Argenta. «L'ultimo episodio - riporta Artosi davanti a una cinquantina di lavoratori -, è stato il rifiuto da parte della direzione di discutere con le organizzazioni sindacali le modifiche agli orari di lavoro». Ma ciò che viene ritenuto ancor più grave dai sindacati, è che non sia ancora stato presentato il Piano industriale, previsto per il 30 giugno (ieri, ndr.) indispensabile per consentire a Clara di ottenere l'affidamento dei servizi da parte di Atersir e continuare lo svolgimento del servizio di igiene urbana. Ad essere contestato è stato il continuo ricorso a lavoratori interinali, all'esternalizzazione dei servizi «dovute - rileva Vicentini - alla carenza di mezzi e personale. A ciò si aggiunge un basso livello di attenzione a salute e sicurezza dei dipendenti». Sandrino Zambonati, delegato Fit-Cisl e dipendente di Clara, ha dato conto di una situazione problematica causata dall'obsolescenza dei mezzi che non consentono di svolgere un'attività adeguata e sicura». Ed è stata chiamata in causa anche la politica, i sindaci soci che, solo l'altro ieri, hanno unanimemente approvato il Bilancio consuntivo di Clara: «I Comuni non intendono abbandonare le logiche di campanile, mentre si dovrebbe perseguire un'organizzazione omogenea del servizio». Infine, preoccupano anche le scelte del Governo a cui viene chiesto di mettere mano all'articolo 177 del Codice degli appalti che impatta pesantemente su conti economici e sociali, obbligando le aziende a spezzettare il servizio (esternalizzandone l'80%). Tornando sul fronte Clara, già ieri pomeriggio i sindacati hanno inviato la richiesta di un incontro urgente alla società, e di confronto con le amministrazioni comunali. Valerio Franzoni © RIPRODUZIONE RISERVATA