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01/06/2021

Subappalto al 50% ma per poco

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

La versione fi nale del dl Recovery avvicina l'ordinamento italiano alle richieste della Corte Ue
Fino al 31 ottobre. Poi decideranno le stazioni appaltanti
Reintrodotto e portato al 50% il limite per l'affidamento di lavori in subappalto, ma fi no al 31 ottobre; dal primo novembre saranno le stazioni appaltanti a stabilire quali attività saranno subappaltabili e in che misura. Confermate le deroghe al codice appalti ma fi no a giugno 2023, comprese le nuove soglie per gli affi damenti diretti innalzati per servizi e forniture fi no a 139.000 dagli attuali 75.000 euro. Eliminato il massimo ribasso negli appalti integrati (sempre affidabili sul progetto di fattibilità). Introdotto nelle gare il rispetto della parità di genere. Queste le principali novità in materia di contratti pubblici previsti nella nuova versione del decreto Recovery entrata ieri sera in Consiglio dei Ministri, nella quale sono state accorpate la sezione relativa alla governance e quella sulle ulteriori semplifi cazioni. Nel nuovo testo ricompare la disciplina del subappalto che nella versione del 27 maggio era stata eliminata, con il risultato che si sarebbe continuato ad applicare l'attuale limite del 40% (che a sua volta sarebbe poi slittato a giugno 2023). Adesso, cambia di nuovo tutto, così da avvicinare il nostro ordinamento, sia pure a tappe, a quanto richiesto dalla Corte di giustizia europea che ha bocciato l'attuale disciplina dell'articolo 105 del codice. Si prevedono quindi due fasi: la prima fi no al 31 ottobre 2021 con il limite della quota subappaltabile fi ssato al 50% dell'importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture (oggi è al 40%). Si prevede «a pena di nullità che il contratto non può essere ceduto, non può essere affi data a terzi l'integrale esecuzione delle prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto, nonché la prevalente esecuzione delle lavorazioni relative al complesso delle categorie prevalenti e dei contratti ad alta intensità di manodopera». Una tutela sui profi li qualitativi è quella inerente l'obbligo per il subappaltatore, per le prestazioni affi date in subappalto, di assicurare gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto e a riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale, inclusa l'applicazione dei medesimi contratti collettivi nazionali di lavoro. Invece dal primo novembre 2021 saranno le stazioni appaltanti «previa adeguata motivazione nella determina a contrarre, eventualmente avvalendosi del parere delle Prefetture competenti», a dovere indicare «nei documenti di gara le prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto da eseguire a cura dell'aggiudicatario in ragione delle specifi che caratteristiche dell'appalto, ivi comprese quelle di cui all'articolo 89, comma 11 (le cosiddette lavorazioni specialistiche), dell'esigenza, tenuto conto della natura o della complessità delle prestazioni o delle lavorazioni da effettuare, di rafforzare il controllo delle attività di cantiere e più in generale dei luoghi di lavoro e di garantire una più intensa tutela delle condizioni di lavoro e della salute e sicurezza dei lavoratori ovvero di prevenire il rischio di infi ltrazioni criminali». Per il resto nel provvedimento si modifica il termine fi nale di applicazione delle deroghe al codice appalti: nella precedente versione era fi ssato a fi ne 2026, adesso ci si fermerà al 30 giugno 2023; in pratica un anno e mezzo in più del termine di scadenza delle proroghe del decreto semplificazioni di poco meno di un anno fa (n. 76/2020 convertito nella legge 120/2020). Saranno quindi in vigore fi no al 30 giugno 2023 le norme sugli affi damenti sotto soglia disciplinati dall'articolo 1, commi 1, 2 e 3 del decreto fra cui la disciplina degli affidamenti diretti che vengono innalzati da 75.000 a 139.000 euro per servizi e forniture. Eliminato anche il massimo ribasso negli appalti integrati. Vera e propria new entry la disciplina per assicurare la parità di generazionale e di genere nel settore degli appalti: le stazioni appaltanti potranno, ad esempio, prevedere nei bandi specifi che clausole dirette all'inserimento, come requisiti necessari e come ulteriori requisiti premiali dell'offerta, di criteri orientati a promuovere l'imprenditoria giovanile, la parità di genere e l'assunzione di giovani, con età inferiore a trentasei anni, e donne. © Riproduzione riservata Le ultime novità del decreto Recovery per gli appalti Fino al 31 ottobre tetto al subappalto fi ssato al 50% Dal primo novembre le stazioni appaltanti decideranno se, quanto e cosa si potrà subappaltare Deroghe al codice appalti fi no al 30 giugno 2023 e non più fi no al 2026 Parità di genere e assunzione giovani come requisito ed elemento premiale negli appalti

Foto: Il decreto Recovery sul sito www. italiaoggi.it/documenti-italiaoggi