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22/07/2018

Subappalti e sisma dopo i sequestri Piccinini verso l’addio

Corriere Adriatico

L'INDAGINE
ANCONA Quanto fanno, in termini di tempo, 1124 istruttorie da controllare? È il lavoro lunghissimo che toccherà al Gico della Guardia di Finanza, chiamato a fare luce sui subappalti delle casette del sisma per conto della Procura di Ancona che ha iscritto sul registro degli indagati quattro fra dirigenti e funzionari della Regione per abuso d'ufficio. Si tratta di David Piccinini (direttore della Protezione civile delle Marche), Stefano Stefoni (dirigente regionale e Rup per le opere di urbanizzazione) e due dirigenti dell'Erap Maurizio Urbinati e Lucia Taffetani. Il blitz delle fiamme gialle in Regione, a palazzo Rossini e negli uffici Erap di Ancona e Macerata, ha visto il sequestro dei pc e dei cellulari degli indagati e pacchi di documenti.
Il sequestro
Un sequestro parziale, a quanto pare: quando i finanzieri si sono resi conto della mole di carte che li attendeva hanno chiesto di poter accedere a Paleo, il sistema di protocollo e gestore documentale regionale all'interno della piattaforma per le gare telematiche, dove sono conservati tutti i documenti relativi agli appalti. Si potrebbe obiettare che i 1124 subappalti siano riconducibili complessivamente a 102 imprese ma ogni subappalto è una storia a sé e va visto nel contesto in cui nasce. Di certo l'esame degli hard disk e dei cellulari degli indagati fornirà anche altri elementi per capire se il nodo dei controlli svolti sui subappalti delle casette sia stato gestito correttamente dalla Protezione civile regionale oppure con una forzatura, come tende a far pensare la tesi dell'accusa che, in particolare, poteva esporre l'emergenza post sisma al rischio di infiltrazioni criminali. E questo spiega anche l'impronta parziale dell'ufficio distrettuale dell'antimafia sull'inchiesta. Secondo la scelta adottata da Piccinini e dallo staff c'era un'ordinanza di protezione civile che consentiva loro di derogare ai controlli ex ante sui subappalti posticipandoli alla fine dei lavori.
La tesi della procura
Una deroga funzionale anche ad abbattere i tempi dei lavori e, in ultima analisi, di consegna agli sfollati in un momento storico in cui dopo la sollevazione popolare per le stalle mobili, i tempi erano andati lunghissimi anche per la consegna delle aree urbanizzate, molto al di qua dell'arrivo delle casette. Secondo la tesi della procura, invece, quella licenza di posticipare i controlli è andata sopra le righe e di questo ne devono rispondere oltre a Piccinini i Rup che si sono occupati degli appalti delle Sae e delle urbanizzazioni. Il dirigente Erap Urbinati, per esempio, dice tramite il suo avvocato Alessandro Scaloni di essere «molto sereno e di avere svolto ogni attività nel pieno rispetto delle norme. Capisco che l'indagine anche nei miei confronti sia un atto dovuto per la mia posizione formale. Confido in un rapido chiarimento e nell'archiviazione di ogni accusa. Son a completa disposizione della Procura». Per certo l'aria in Protezione civile venerdì scorso era particolarmente abbacchiata. Il motivo è presto detto: dopo la soddisfazione espressa dalla commissione europea guidata da Vittoria Alliata di Villafranca - dg per la politica regionale e urbana oltre che responsabile per i fondi solidarietà europea - i sequestri e lindagine invece hanno azzerato tutto, se possibile deprimendo.
I rumors
Chi conosce bene Piccinini, geometra e geologo originario di Monte San Vito con la passione per il trombone e le bande musicali, ha parlato di una persona prostrata a fronte di un impegno massimale, suo e della struttura, circa settanta unità, nell'arco dell'ultimo anno e mezzo: dalle persone tirate fuori dalle macerie tra agosto e ottobre 2016 fino incredibile, ma vero - al recentissimo servizio della logistica di Risorgimarche che se da una parte ha nobilitato la rinascita della regione, per questo specifico ambito ha risucchiato prezioso personale a palazzo Rossini per mandare avanti pratiche e controlli sui famosi subappalti. La solidarietà del governatore Ceriscioli ha solo parzialmente lenito una delusione di Piccinini. A qualcuno pare anche abbia confidato che il suo percorso in Protezione civile si chiuderà molto presto. Il tempo tecnico di instradare un sostituto e avviare il passaggio delle consegne. Poi a fine agosto tanti saluti a tutti. Anche ai portieri che lo conoscono dai tempi in cui era dirigente all'ambiente e a cui, sotto Natale, raccomandava: «Se arrivano pacchi dono per me non li accettate e rimandateli al mittente. Non voglio neanche una bottiglia di vino».
Andrea Taffi
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