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13/06/2020

Su Sesto il faro dell’Anticorruzione

Corriere della Sera - Gianni Santucci

L'ESPOSTO DELL'EX VICESINDACO
L'istruttoria Anac per l'affidamento di una casa albergo dopo il bando andato deserto
L'Autorità nazionale anticorruzione ha aperto un'istruttoria sul Comune
di Sesto San Giovanni
guidato da Roberto
Di Stefano. L'azione riguarda l'affidamento diretto di una «casa albergo» da oltre
cento posti avvenuta
a negoziazione privata dopo un bando andato deserto.

a pagina 9

In via Fogagnolo, civico 29, a pochi metri dalla fermata metropolitana «Sesto Rondò», sorge un palazzo con la facciata anonima, un portone a vetri e un ingresso decorato all'esterno da una cortina in pietra. È rimasto pressappoco identico a come era nel maggio 1999, quando a inaugurarlo fu l'arcivescovo Carlo Maria Martini, che lo definì un «segno di speranza», destinato a ospitare a prezzi calmierati un centinaio di lavoratori che non potevano permettersi un affitto. Oggi la vocazione della casa albergo «Don Sandro Mezzanotti» è rimasta la stessa, solo che a gestire la struttura è una onlus romana che ha sostituito la Fondazione San Carlo e la Caritas ambrosiana. E proprio questa nuova assegnazione è al centro di un documento di tre pagine, datato 20 maggio 2020, col quale l'Autorità nazionale anticorruzione mette «sotto inchiesta» il Comune di Sesto San Giovanni e il suo sindaco Roberto Di Stefano, giovane forzista (e compagno dell'eurodeputata leghista Silvia Sardone) che nel 2017 ha espugnato il municipio dell'ex Stalingrado d'Italia rompendo lo storico monopolio «rosso».


L'Anticorruzione

L'Anac ha avviato un procedimento di vigilanza sulla concessione della «casa albergo» (stabile da oltre 1.500 metri quadri) perché, chiuso un primo e unico bando al quale non ha risposto nessuno (scaduto il 30 ottobre 2018), dopo soli 28 giorni il Comune ha affidato la struttura a una onlus romana: e lo ha fatto con uno sconto sull'affitto, stornando le manutenzioni straordinarie, eliminando l'obbligo di una pesante polizza assicurativa e assicurando, al contrario, un guadagno all'associazione con la «prenotazione» fissa di 12 posti letto a pagamento. Questo ribaltone con cambio delle condizioni, secondo l'ufficio di vigilanza dell'Anac, potrebbe «rivelare una gestione comunale della procedura di affidamento non conforme» al Codice dei contratti. Ecco perché, entro 30 giorni, il Comune dovrà inviare una «relazione descrittiva» dell'intero iter amministrativo corredata da tutti i documenti.


La segnalazione

Ma come arriva l'Anac a indagare su Sesto? La base dell'istruttoria è un esposto dell'ottobre scorso, firmato dall'avvocato Gianpaolo Caponi, che ha sottoposto all'esame dell'Autorità le rilevanti differenze tra le condizioni previste nel bando pubblico andato deserto e quelle offerte e accettate con la negoziazione privata.


Il legale è un professionista stimato e conosciuto in città: il padre era presidente dei commercianti, lui a Sesto è nato e ha sempre lavorato; un lungo impegno nel volontariato. Nel 2012, dopo le inchieste sul «sistema Sesto», Caponi decide di intraprendere un impegno politico fuori dai partiti. Fonda «Sesto nel Cuore», lista civica che ottiene il 15 per cento, e per cinque anni resta all'opposizione «costruttiva» della giunta Chittò (Pd). Nel 2017, «Sesto nel Cuore» e le liste civiche collegate arrivano al 24 per cento e così l'avvocato Caponi viene chiamato da entrambi gli schieramenti per una collaborazione. Pur con un'iniziale diffidenza, alla fine Caponi viene ricevuto ad Arcore da Silvio Berlusconi, col quale stringe un patto di garanzia su un'alleanza con Di Stefano, per un'azione politica basata sul programma e sui temi dell'associazionismo, l'educazione, il commercio, i lavori pubblici contro gli sprechi. Entra in giunta da vice sindaco, con due assessori e sette consiglieri.


Ben presto però l'avvocato Caponi (che dai suoi della lista ha preteso la firma di una carta dei valori e che non è disposto a compromessi su correttezza e trasparenza) diventa «scomodo». Manovre sotterranee per sfilare dal suo schieramento assessori e consiglieri (in parte riuscite). Attacchi a chi gli resta vicino. Gli vengono negati documenti e l'accesso a riunioni strategiche alle quali, come vice sindaco, dovrebbe partecipare. S'arriva alla rottura: ad aprile 2018 Caponi si dimette. Spiegherà: «D'ora in poi il nostro compito sarà vigilare. Lo faremo senza ruoli in giunta». È un preludio all'abbandono definitivo di quell'esperienza politica, su un principio chiave: «I valori non hanno un prezzo e non sono negoziabili». A metà 2019 l'avvocato ritira il simbolo di «Sesto nel Cuore». La decisione di raccogliere documenti e firmare un esposto ha probabilmente radici proprio in quei giorni.


Il maxi sconto

L'esposto sulla «casa albergo» di via Fogagnolo, con le conseguenti valutazioni dell'Anac, è fondato sulla discrepanza tra le condizioni di un bando pubblico andato deserto e un affidamento diretto che, meno di un mese dopo, offre un vantaggio secco su tutte le voci. Il canone d'affitto scende da oltre 73, a 46 mila euro; le spese straordinarie per la ristrutturazione, inizialmente a carico di chi entrava per la gestione, tornano in capo al Comune; la polizza assicurativa da 2,9 milioni scompare; i 12 posti riservati, prima a titolo gratuito, diventano a pagamento per il Comune (8 euro al giorno) così da assicurare un incasso certo al gestore.


L'offerta contenuta nel bando aveva scoraggiato tutti i candidati; un mese dopo, il Comune ha reso la proposta molto più appetibile e s'è accordato direttamente con una onlus. Secondo l'Anac, il quadro è sufficiente per aprire un procedimento di vigilanza. La decisione arriverà entro sei mesi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

I SESTO RONDÒ Giardino di Villa Marzorati Zorn via Piave via Fogagnolo 29 SESTO SAN GIOVANNI

Forzista

Roberto Di Stefano (Forza Italia), classe 1977, è sindaco
di Sesto
San Giovanni dal 2017

Nell'ex Stalingrado d'Italia ha rotto un monopolio «rosso» che durava da decenni.
È compagno dell'eurodepu-tata leghista Silvia Sardone

L'Anac
ha avviato un procedimento di vigilanza sulla concessione della «casa albergo» a Sesto Rondò


Foto:

Welfare La casa-albergo «Don Sandro Mezzanotti» in gestione dal Comune a una onlus romana ( Alberico )