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11/02/2020

«Strutture psichiatriche verso la privatizzazione

Il Giornale di Vicenza

LA VERTENZA. Il sindacato di base pronto alla mobilitazione all'Ipab
L'accusa: il bando di Ulss 7 e Regione non sarebbe rispettoso delle clausole a tutela dei 130 lavoratori
Le strutture psichiatriche di Montecchio Precalcino sarebbero a rischio di privatizzazione, ai danni dei 130 lavoratori dell'Ipab La Casa di Schio che lì sono impegnati. A lanciare l'ennesimo grido di allarme è l'Unione sindacale di base, che aveva proclamato lo stato di agitazione, a suo tempo. Secondo Federico Martelletto, il bando per l'affidamento delle comunità di San Michele e Il Cardo sarebbe «al massimo ribasso, nessuna tutela della qualità, nessuna clausola di salvaguardia dei dipendenti. Ulss 7 Pedemontana e Regione Veneto disattendono gli impegni presi». Un fulmine a ciel sereno, visto che sembrava avviata una trattativa positiva fra l'ente assistenziale scledense e l'Ulss, come ci aveva dichiarato il presidente Beppe Sola«Vale la pena ricordare che La Casa gestisce dal 1998 a tutt'oggi, senza soluzione di continuità, i nuclei "Il Cardo" e "San Michele" dedicato alla cura di persone affette da disabilità psichiatrica grave e gravissima nel complesso di villa Nievo Bonin-Longare, in convenzione diretta prima con l'Ulss 4 ed ora con l'Ulss 7 -, precisava Sola. - Il contratto sarà in scadenza il 29 febbraio 2020 e si è in attesa della pubblicazione del nuovo bando di gara europea. L'eventuale e possibile cambio di gestione infatti non sarebbe scevro di conseguenze e complicazioni per i lavoratori di Montecchio Precalcino ed anche per la sopravvivenza dell'Ipab stessa nell'attuale configurazione giuridica».Mancano tre settimane alla scadenza della convenzione e, secondo Usb, «il bando espresso dall'Ulss 7 non permette a La Casa di poter partecipare ad armi pari con eventuali cooperative o fondazioni private che concorreranno, in quanto la base d'asta è particolarmente bassa e insostenibile per un ente che farebbe i conti con un enorme deficit e causa dei costi del personale». Usb non ha dubbi che a vincere saranno i privati: «Noi non ci stiamo - esclama Martelletto. - La struttura deve rimanere a gestione pubblica e il bando va rifatto con clausole e modalità promesse». Il sindacato intende dichiarare di nuovo lo stato di agitazione avviando «tutte le iniziative che serviranno per sostenere i lavoratori e gli ospiti». © RIPRODUZIONE RISERVATA