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05/01/2021

Zattini «Sogno l’ex Eridania Ora aiuti alle piccole aziende»

QN - Il Resto del Carlino

Un bando da 700mila euro a fondo perduto Promette il nuovo piano per il centro storico dopo la pandemia: «Da cambiare anche i bus»
di Marco Bilancioni Gian Luca Zattini, sindaco di Forlì, il 2020 si è chiuso con la fine dell'operazione Esselunga. Avrà strascichi anche nel 2021? I commercianti e il 'comitato del No' tengono alta la guardia. «È vero che il nuovo acquirente può comunque insediarsi con 10mila metri quadrati di superficie commerciale. Ma la maggiore criticità del vecchio progetto, che i nostri uffici stavano valutando, era quella del traffico. Secondo le simulazioni, questo problema si sarebbe verificato con un supermercato da 2.500 metri quadrati, non da 1.500 come è previsto nel piano comunale del 2017 attualmente in vigore». Lei ha condiviso le preoccupazioni degli oppositori, evidenziando che era un 'progetto divisivo'. Era un rimprovero al suo vicesindaco, Daniele Mezzacapo, che ha la delega all'urbanistica? «No, Mezzacapo ha svolto un lavoro egregio, che ha condiviso con me. L'operazione, in sè, avrebbe portato benefici all'economia. Le criticità sono di altro tipo e sono emerse in seguito». A proposito, c'è agitazione nella maggioranza. «La maggioranza è solidissima. Granitica». Ci sono stati molti cambi di casacca. Lauro Biondi ha minacciato di passare all'opposizione se l'ex Forza Italia Marco Catalano diventasse assessore. «Guardi, Biondi è uno dei consiglieri più apprezzati. Capisco la sua amarezza, ma Forza Italia, dopo quell'intervista, mi ha ribadito l'appoggio anche a livello nazionale». Fratelli d'Italia ha eroso un consigliere, Emanuela Bassi, anche al partito di maggioranza, la Lega. E ci sono sei consiglieri, ma spaccati, che si riconoscono nella leadership di Giorgia Meloni: a inizio legislatura ce n'era uno. Davvero questo non è un fattore di instabilità? «Finché si resta nel perimetro della maggioranza, no. Da tutti i gruppi ho avuto adesione al programma. Non parziale: totale. Poi, certo, io ho cominciato a fare politica in un'epoca in cui i partiti erano forti e radicati e nessuno passava da uno all'altro. Ma in questi anni la mobilità non deve stupire». E se cambiasse partito un assessore? «Uguale». A proposito, Fratelli d'Italia ha preannunciato la richiesta di un posto in giunta dopo la pandemia. «Formalmente non mi è stato ancora chiesto. La considero un'ambizione legittima. Abbiamo una casella che possiamo riempire». Qual è il metodo che seguirebbe? Vorrebbe che Fratelli d'Italia concordasse un nome anche con i dissidenti? E con quali deleghe? «Un nuovo assessore andrebbe condiviso da tutta la maggioranza». Capitolo Covid: cosa succede adesso? «Siamo partiti con il vaccino nelle case di riposo: all'Ausl ho suggerito io la Zangheri per quanto ha sofferto nella Fase 1, ma entro un mese speriamo di aver immunizzato tutti gli ospiti e il personale delle case di riposo». I vaccini per tutti li farete alla Fiera? «Sarebbe la soluzione più logica. Ma tutti gli edifici comunali sono a disposizione dell'Ausl, in caso di bisogno». L'impatto economico? «Noi abbiamo messo 6-7 milioni di euro. Gli ultimi: un bando da 700mila euro a fondo perduto per piccole attività che hanno avuto un calo di fatturato. La preoccupazione è per loro». Siete pronti con il piano del centro storico? «È prioritario. Lo vedremo però appena il Covid ci darà tregua. Dovremo verificare le ricadute economiche in alcune aree». L'ipotesi delle auto sul lato della Camera di commercio è sempre sul tavolo? «Sì. Come occorre riflettere sui bus. Se andiamo alla finestra del mio ufficio e guardiamo in piazza i prossimi dieci, difficilmente ne troveremo qualcuno con più di due passeggeri. Anziché mezzi superiori a 10 metri, potremmo utilizzarne di più piccoli». Se pensa di adeguare la flotta per rilanciare il centro, non sarà breve... «No. Sul centro sono stati fatti errori evidenti negli ultimi vent'anni, servono generazioni per ripararli». A cosa si riferisce? «Al mercato immobiliare: le case costano meno della periferia. È una anomalia rispetto ad altre città. Così come è anomalo che la concentrazione di stranieri sia doppia rispetto ad altri quartieri. Attenzione, non è razzismo: è il rischio di un effetto-ghetto». Ha detto che i bus girano vuoti. Eppure adesso sono gratis al pomeriggio. «Ma la fruizione è scarsa. Per questo dovremo intervenire». Un suo fedelissimo, l'assessore al bilancio Vittorio Cicognani, è del parere di uscire dalla società Livia Tellus, che è la cassaforte di tutte le partecipazioni comunali. È anche la sua idea? «Ragioniamoci. È stata fondamentale per creare Alea, che però forse può camminare con le sue gambe. Livia Tellus fu costituita per gestire società problematiche come Sapro e Seaf che non esistono più». Però c'è dentro anche la Fiera. O è destinata a fallire? «Non posso fare previsioni. Il presidente Roccalbegni ha lavorato molto, ha presentato un piano credibile, ma la pandemia ha fermato tutto. Per fortuna ci abbiamo messo una pezza con l'accordo su Fieravicola. Una cosa è sicura: altri soldi il Comune non ne mette». I vigili urbani sono in rivolta per pregressi non pagati. «A questa domanda non posso rispondere come sindaco di Forlì». Suo malgrado, lei è ancora presidente dell'Unione dei comuni, ovvero il loro datore di lavoro. «Cerchiamo di sanare la situazione. Il 2021 sarà anche l'anno in cui prepareremo l'uscita dall'Unione, prevista nei primi mesi del 2022. Le dico una cosa: anche i sindaci di sinistra, al di fuori della parte che devono recitare, ammettono che l'ente non ha risolto un solo problema». La lettera di Alea a chi non aveva ancora svuotato il secco ha fatto arrabbiare molti cittadini. Vorrebbe modificare qualcosa nella società dei rifiuti? «Le polemiche mi paiono ridotte ultimamente, e anche la pulizia della città è migliorata. Alea ha realizzato numeri di eccellenza sulla differenziata. Chiedo più attenzione, però, sulle bollette delle imprese». Nel 2021 la Fondazione sceglie il nuovo presidente. «È il nostro partner fondamentale su welfare e cultura. Siamo interessati, senza interferire». Pinza aveva fatto elaborare all'archistar Massimiliano Fuksas un progetto per la Rocca di Ravaldino. Che ne pensa? E quali richieste fa al nuovo presidente? È un tema cruciale per il futuro. «Purtroppo l'inaugurazione del nuovo carcere al Quattro slitta sempre di più: ora si parla del 2024/25. Sì, la Rocca è un tema enorme e va trovata una vocazione». Per l'ex Eridania, invece, l'avete trovata? «È il sogno che spero di consegnare alla città». Lei ha annunciato che volete comprarla. Primo problema: il prezzo. «È ancora alto, aspetteremo». Secondo problema: cosa farne. Il vecchio zuccherificio è vincolato. «Vorrei una città verde, con un grande parco alle porte del centro. All'interno di quell'area costruirei meno possibile. La fabbrica può essere rifunzionalizzata, ma con costi stratosferici». Sindaco, come sarà il 2021? Con Medicina, aeroporto e Dante agganceremo la ripresa prima degli altri? «Lo spero. Abbiamo un ritorno positivo da tutti gli indicatori socio-economici. Il Covid da noi ha colpito meno che in altri territori in termini sanitari. Sulle imprese, abbiamo cambiato passo rispetto al passato. Ci hanno detto che facciamo troppi investimenti, ma servono progetti per agganciare i finanziamenti: ora ci sono, poi comincerà una fase in cui la spesa pubblica tornerà a contrarsi». Qualche esempio di come cambierà la città? «Il recupero dell'Hotel della Città come studentato, dei Giardini della Resistenza, dell'ex Odeon come auditorium della musica, di viale della Libertà». © RIPRODUZIONE RISERVATA Un ciclo di interviste su un anno decisivo
l'iniziativa

È iniziato un anno dalle sfide quanto mai strategiche. Per analizzarlo, il Carlino dà inizio oggi a una serie di interviste a personaggi della città a loro modo decisivi nei vari campi: per capire cosa ci aspetta, proseguiremo la nostra iniziativa già domani e poi anche la prossima settimana.