scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
03/12/2020

Un tesoretto di 300 miliardi a rischio burocrazia

Il Sole 24 Ore - Chiara Bussi

Agevolazioni alle imprese Questi strumenti sono ormai diventati parte della strategia aziendale, ma restano alcuni nodi da sciogliere, come la documentazione complessa e i tempi lunghi. L'emergenza sta però accelerando i termini di risposta Il mix. Tra Recovery Fund, fondi strutturali, statali e regionali, è disponibile un pacchetto di misure per finanziare la crescita e l'innovazione
Per chiudere una pratica di un bando nazionale necessari 151 giorni (163 per i regionali)
Un'iniezione di liquidità senza precedenti. Ai 209 miliardi del Recovery Fund ancora in fase di gestazione a Bruxelles si aggiungeranno i fondi della programmazione Ue 2021-2027 e altri incentivi statali e regionali per l'innovazione 4.0, l'acquisto di macchinari, la liquidità e il ristoro delle perdite. Un mix di incentivi, che porta il tesoretto a disposizione per l'Italia nei prossimi due-tre anni a circa 250-300 miliardi di euro. E un'occasione ghiotta per le imprese, colpite duramente dalla pandemia. Ora più che mai, grazie agli strumenti della finanza agevolata, potranno ricevere una boccata di ossigeno non solo per superare le difficoltà ma per tornare sul sentiero della crescita.

«La finanza agevolata - sottolinea Piergiorgio Zuffi, direttore commerciale di Innova Finance, società di consulenza bolognese - è diventata sempre di più un asset strategico delle imprese e parte della loro programmazione per innescare un circolo virtuoso. Ma anche nella crisi globale non è una riserva di caccia aperta a tutti: mediamente viene finanziato il 20% delle domande. Al di là delle dimensioni aziendali, quelle che hanno più chance di ottenere i finanziamenti sono imprese propense a investire, con piena consapevolezza del valore della proprietà intellettuale e l'innovazione di processo e di prodotto nel loro Dna. Hanno inoltre saputo diversificare i mercati e internazionalizzare. Per loro la finanza agevolata porta un ulteriore upgrade».

Nati negli anni '90 con un focus sulle regioni del Sud, questi strumenti stanno cambiando pelle per adeguarsi alle esigenze del tessuto produttivo. «In generale - spiega Zuffi - il 70% delle richieste di finanziamento delle imprese si possono classificare in due macro-categorie: quelli per l'acquisto di nuovi impianti e macchinari e quelli per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo. In seguito alla pandemia questi ultimi sono diminuiti (-4%), mentre sono cresciute in modo significativo (+72%) le domande di finanziamento di macchinari e impianti 4.0. Abbiamo avuto anche un balzo nelle richieste di incentivi per l'internazionalizzazione (+260%), la formazione (+110%) e la digitalizzazione (+48 per cento). Con la pandemia è nata anche una nuova categoria di agevolazioni per finanziare l'acquisto di dispositivi di protezione individuale, la messa in sicurezza e la sanificazione, che oggi rappresenta l'11% del totale delle domande di finanziamento che trattiamo».

Orientarsi tra le svariate tipologie di finanziamento, spesso cumulabili, non è facile. Il gioco si complica anche per quanto riguarda la documentazione richiesta e la tempistica dell'istruttoria. I moduli da firmare sono tanti, complessi e a volte poco attinenti agli obiettivi del bando. In alcuni casi si tratta della dichiarazione di dati pubblici come la dimensione dell'impresa, il regime de minimis, in altri di "pura" burocrazia come la firma della carta di responsabilità o quella dell'avvenuto pagamento della marca da bollo. Un esempio eclatante? «Per ottenere il bonus Sisma 2012 erogato dalla Regione Emilia Romagna - dice Zuffi - occorreva allegare fino a 100 documenti con in media cinque richieste di integrazione».

In genere nei bandi regionali i moduli da firmare sono una decina, mentre per i bandi europei per poter accedere ai fondi diretti Ue, dove spesso gli importi sono più elevati, le procedure sono più snelle. Così Sme Instrument, che sostiene la ricerca e l'innovazione delle Pmi, prevede un solo modulo. Life+, che finanzia le misure a sostegno dell'ambiente, ne prevede tre (una relazione tecnica, il quadro economico e un modulo firmato da ogni partecipante).

Se poi il fattore tempo è decisivo per l'attività d'impresa, i periodi di istruttoria spesso prolungati lasciano le aspiranti beneficiarie a lungo con il fiato sospeso. Secondo le elaborazioni dell'Ufficio studi di Innova Finance i bandi nazionali impiegano in media 151 giorni (5 mesi) per dare una risposta, quelli regionali 163 giorni, mentre le Camere di Commercio riescono a restituire il verdetto in 113 giorni (meno di 4 mesi). La tempistica varia a seconda delle Regioni. La più rapida è la Sardegna (61 giorni in media), quella più lenta nell'esame delle domande il Friuli Venezia Giulia (244 giorni). A rallentare i tempi è anche l'ammissione di domande in seconda istanza in seguito a nuove risorse o a rinunce di quelle ammesse nella prima fase.

Negli ultimi mesi l'emergenza sanitaria ha dato un colpo di acceleratore. Basti pensare che il bando CuraItalia ha avuto un tempo di risposta di circa sette giorni, mentre la risposta media di tutti i bandi Covid trattati da Innova Finance è stata di 53 giorni. I margini di miglioramento, dunque, ci sono. «Sarebbe opportuno - conclude Zuffi - utilizzare moduli standardizzati, unici per tutti i bandi, semplificare le procedure di presentazione, rendiconto ed erogazione dei contributi, con la riduzione dei vari passaggi amministrativi, di valutazione e comunicazione richiesta. E servono tempistiche certe per la valutazione e l'erogazione dei contributi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Percentuale di domande ricevute Tempi medi di risposta in giorni In giorni LE MODALITÀ DELLA FINANZA AGEVOLATA Dati in percentuale L'INDAGINE REGIONI A CONFRONTO I TEMPI MEDI DI ISTRUTTORIA Dati in percentuale riferiti ai primi 11 mesi del 2020 COM'È CAMBIATA LA DOMANDA DI FINANZA AGEVOLATA ALLA LUCE DELLA PANDEMIA Se sì: di quale tipo di nanziamento agevolato si è trattato? (Risposta Multipla) Dopo l'esplosione della pandemia avete fatto ricorso a strumenti di nanza agevolata nel corso del 2020? Negli ultimi tre anni l'azienda da Lei guidata ha avuto accesso a nanziamenti pubblici agevolati? 0 10 20 30 40 50 60 61 93,91 141,88 152,74 155,67 155,82 181,05 185 244,93 Fonte: Uf cio studi Innova Finance. Base dati 6.410 progetti Fonte: Promos Italia su un campione di 306 imprese Macchinari e impianti 4.0 Ricerca e sviluppo Emergenza Covid Internazionalizzazione Digitalizzazione Formazione Risorse umane Fabbricati & ef cienza energentica Start up Internazionalizzazione Formazione Digitalizzazione Macchinari e impianti 4.0 Ricerca e sviluppo Fabbricati & ef cienza energentica -50 0 50 100 150 200 250 300 Toscana Veneto Marche Piemonte Emilia Romagna Sardegna Lombardia Friuli Venezia Giulia Lazio 0 50 100 150 200 250 Bandi nazionali Bandi regionali Camere di Commercio 151,1 163,3 113,9 55 14 11 7 6 2 1 0,5 0,5 Quali sono le principali dif coltà incontrate? (Risposta Multipla) +260 +72 -4 -45 +48 +110 No 53,7 Sì 38,5 Altro 7,8 Fondi strutturali veicolati attraverso la Regione 6,9 Fondi regionali 11 Finanza agevolata Abi 1,8 Agevolazioni Industria 4.0 9,2 Sostegno all'export Sace/Simest 3,2 Horizon 2020 0,5 Altro 17,9 23,9 Troppa documentazione da presentare 17,9 Tempi di istruttoria troppo lunghi Modulistica complessa 19,3 10,1 Ritardi nell'erogazione delle risorse Altro 17,8 Fondo centrale di Garanzia 11,9 Altro 6,4 Sì 31,2 No 62,4 Lo scenario

Foto:

Lo scenario

ESEMPI VIRTUOSI

13mila

Bando boom

Domande ricevute per il

il fondo Simest destinato a finanziamenti a tasso agevolato per l'internazionalizzazione. Un vero e proprio record di richieste per un valore di oltre 4 miliardi, il 1.014% in più rispetto al 2019.
Un risultato frutto anche del potenziamento dei finanziamenti e delle semplificazioni introdotte
a partire dal decreto Rilancio.

7

Giorni di istruttoria

Il bando gestito da Invitalia introdotto nel decreto «Cura Italia» per la riconversione produttiva per la produzione di mascherine, Dpi e ventilatori polmonari, grazie a un tecnicismo, ha permesso di dare esiti in circa 7 giorni. In genere, invece, il 20% delle istruttorie termina anche un anno dopo. La certezza dei tempi di erogazione è una delle principali richieste delle imprese