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07/01/2021

Tper scivola sulle strisce blu I sindacati: “Stop al bando”

La Repubblica - Valerio Varesi

Ricorso al Tar sull'appalto sosta
servizio ● a pagina 7 Prosegue senza sosta la disputa per la gestione della sosta. Non è un gioco di parole, visto che ora il bando di gara per l'assegnazione della stessa gestione, emesso da Srm, l'agenzia per la mobilità di Comune e Città metropolitana, diventa terreno di scontro legale, prefigurando un lungo rodeo di carte bollate e uno scontro tra Comune e sindacati.
Tutto è partito dall'esclusione di Tper dal novero dei concorrenti per accaparrarsi la gestione degli stalli tra le righe blu e dei contrassegni per l'accesso in centro. Esclusione che Tper attribuisce a un vizio della piattaforma informatica di Srm, mentre quest'ultima nega, adombrando invece un errore dell'azienda nella presentazione dell'offerta.
Tutto ciò avrebbe come primaria conseguenza che l'unico pretendente rimasto in lizza avrebbe la strada spianata: si tratta di un raggruppamento di imprese private che comprende due società di logistica come il gruppo veneto Abaco e quello ligure Sct, ma soprattutto il gigante francese dell'energia Engie, capace di un fatturato di 60 miliardi.
Dunque, dopo l'ingresso di Uber nel trasporto pubblico non di linea, grazie al matrimonio con Cosepuri, un altro grosso gruppo straniero potrebbe prendersi una fetta del settore mobilità a Bologna, rompendo equilibri ormai collaudatu. E' qui però che inizia la battaglia legale e sindacale. Tper ha varato a fine dicembre le contromosse, con un ricorso al Tar che invoca la sospensiva del bando, contro l'esclusione della propria offerta. Tper s'è affidata ad un super esperto, l'ingegner Dario Maio, professore ordinario del dipartimento di informatica, scienza e ingegneria, settore scientifico-disciplinare dell'Alma Mater, e sarà quindi il docente a tentar di convincere Srm a riammettere Tper alla gara per la gestione della sosta, dimostrando che la tesi dell'azienda di via Saliceto sul vizio della piattaforma informatica dell'Agenzia è fondata.
Ma la disputa non si gioca solo nelle aule del tribunale amministrativo. I sindacati uniti, Cgil, Cisl e Uil, hanno spedito al sindaco Virginio Merola una lettera in cui si diffida il Comune, invitandolo ad annullare il bando per l'assegnazione della gestione della sosta, in quanto non conforme agli accordi stipulati il 23 dicembre 2019 sulla materia. In particolare si cita un passaggio dell'accordo stesso in cui si chiarisce che chi volesse partecipare alla gara dovrebbe avere un paio di requisiti: un'esperienza almeno triennale nel settore della gestione della sosta, nonché aver lavorato in ambiti d'ampiezza simile all'area bolognese.
Ora, in città sono presenti oltre 54 mila stalli a pagamento, ma il bando ammette che la partecipazione possa essere estesa anche a chi finora ne ha gestito solo 15 mila. «Comune e Srm dovevano essere garanti di questo accordo - lamenta Andrea Matteuzzi, segretario provinciale della Filt-Cgil -, altrimenti perché stipularlo? Chiediamo che il bando venga annullato». Per il sindacato è anche una questione di principio.
«Se l'accordo non viene rispettato, allora qualsiasi altro potrà essere disdetto», aggiunge Matteuzzi. Ma lo strappo si aggiunge a una ferita pregressa, quella di aver voluto andare a gara, unica città metropolitana in Italia a farlo. «Il Comune l'ha voluta bandire con insistenza e pervicacia, quando non era per nulla necessaria: città importanti come Milano hanno deciso di soprassedere», interviene Max Colonna, segretario regionale di Uil trasporti. Il quale avanza anche un sospetto: «Come mai un pesce così grosso come Engie è interessato a gestire le righe blu di Bologna? Forse per poter installare in futuro tante colonnine elettriche per la ricarica delle auto, visto che Engie è un colosso dell'energia?». La supposizione non è peregrina. In altre città il colosso francese ha già installato le colonnine nei parcheggi.
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