scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
08/01/2021

Terme di Bagni: il bando c’è ma trovare un gestore sarà dura

Il Tirreno - Emanuela Ambrogi

Finora senza esito gli incontri tra il Comune e l'attuale conduttore, e il 10 gennaio scade l'accordo lavoro a rischio
Emanuela Ambrogi BAGNI DI LUCCA. Ci sarà un nuovo incontro tra l'amministrazione comunale e l'attuale gestore delle terme, Vittorio Lapolla, per scongiurare la chiusura dell'attività. Al momento però non pare proprio che l'imprenditore, proprietario anche dell'albergo sopra lo stabilimento termale, abbia intenzione di rivedere le sue posizioni e cercare un'intesa sulla base delle condizioni indicate dal Comune nel bando che consegnerebbe la concessione fino al 2037. Inoltre il sostanziale stop alle attività termali imposte dalle norme anti-Covid sembrano rendere improbabile la partecipazione alla gara di altri imprenditori. Comprensibile quindi l'angoscia dei 13 dipendenti dello stabilimento termale e, di rimbalzo, anche della decina di dipendenti del soprastante albergo-ristorante sempre di Lapolla (e che lavora soprattutto con la clientela delle terme). Dopo i due incontri tra l'attuale gestore e l'amministrazione comunale, a metà dicembre e il giorno prima di Natale (a quest'ultimo erano presenti anche due rappresentanti dei lavoratori, uno per le terme, l'altro per l'albergo) siamo di fatto a un muro contro muro. «L'amministrazione ha presentato le possibili soluzioni - dice l'assessore con delega per le terme Carlo Giambastiani - ma non siamo arrivati a nulla. Il 10 gennaio scade la proroga data a Lapolla, mentre il bando per le terme scade il primo marzo. Il Comune è in linea con i tempi e qualsiasi persona o società è ancora in grado per presentarsi con un'offerta». Il bando per la definitiva concessione delle terme era scaduto il 6 novembre, ma era stato poi rinviato appunto al primo marzo. Tra le proposte presentate a Lapolla, aggiunge l'assessore, «anche quella di un'ulteriore proroga fino al primo giugno, ma non è stata accettata». Le parti si incontreranno di nuovo per capire se queste decisioni se ci possa comunque essere una soluzione per garantire lavoro. «Noi amministratori - ricorda però Giambastiani - dobbiamo agire nel rispetto della legge. Il Comune si sta intanto impegnando con vari enti per cercare finanziamenti per garantire l'apertura dello stabilimento. La buona volontà c'è, ma dobbiamo superare le difficoltà tecniche. Indubbiamente la chiusura delle grotte per il coronavirus ha dato alle terme una botta non indifferente, ci sono grandi difficoltà, come in altri grossi complessi termali». Il bando per l'assegnazione della gestione prevede un canone annuo di 48mila euro (ridotto del 50% nel 2021), e una serie di lavori, alcuni obbligatori e altri eventuali e complementari, da farsi rispettivamente entro tre e cinque anni dall'aggiudicazione. Una clausola mirata al recupero degli immobili delle Terme, Casa Boccella e Jean Varraud, ma anche a evitare che si facciano avanti investitori mordi e fuggi, che non hanno interesse reale per il rilancio in grande stile e a lungo termine che pretende l'amministrazione. Il complesso delle terme è tra l'altro sottoposto a vincolo artistico e, come ricorda l'assessore, la concessione potrà essere data solo dopo l'autorizzazione da parte del ministero dei Beni Culturali che impongono l'uso per cure termali con le acque della sorgente più alta, la Doccione. L'impianto dispone anche delle acque della sorgente più bassa, Jean Varraud, che porta 20 litri al minuto, ma al momento è senza nulla osta per uso a fini terapeutici. Per invogliare i possibili investitori, il bando prevede che l'aggiudicatario abbia anche il diritto di prelazione sull'eventuale acquisto del Grande Albergo delle Terme e del parco annesso. La concessione, che scade nel 2037, potrà essere prorogata per un massimo di 10 anni. Entro tre anni dall'aggiudicazione il gestore dovrebbe provvedere alle opere di manutenzione straordinaria previste dal bando, mentre ci sono cinque anni di tempo per compiere le opere complementari eventualmente inserite nell'offerta. Nel capitolato della concessione dovrà essere contenuto anche il cronoprogramma delle opere, e l'eventuale mancato rispetto sarà causa di risoluzione della concessione. -- © RIPRODUZIONE RISERVATA