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08/01/2021

Sul caso concessioni per gli ambulanti è scontro senza limiti

La Nuova Ferrara

COMACCHIO
COMACCHIO. La polemica sulle concessioni per il commercio ambulante non accenna a scemare, anzi.L'ATTACCO DI NEGRIDa un lato il sindaco Pierlugi Negri, che ricostruisce così la vicenda: «Il primo dicembre 2016 gli ex amministratori hanno aperto un bando per assegnare le 630 concessioni di commercio in area pubblica, un atto importante che coinvolge uno dei settori cardine del territorio, centinaia e centinaia di operatori; insomma, un indotto molto importante. Successivamente, a seguito di diverse proroghe, in data 4 settembre 2017 il Comune avrebbe già dovuto assegnare tutte le concessioni, invece tutto ha continuato a tacere. Passa più di un anno, arriviamo al 30 novembre 2018 quando il legislatore cambia il quadro normativo, ma ancora nessuna notizia; l'ex assessore Robert Bellotti, per quanto sia un operatore del settore, ha continuato a ignorare i commercianti ambulanti, nonostante le continue sollecitazioni da parte delle associazioni di categoria. Ad oggi qual è il risultato? I documenti prodotti dalle imprese per ottenere il rinnovo delle concessioni sono carta straccia e i soldi spesi da ogni singolo commerciante (circa 400EUR a domanda) come fossero stati cestinati».Il primo cittadino, sdegnato, conclude: «Sottoscrivo le dichiarazioni di qualche giorno fa di Luca Callegarini (Confesercenti), il quale ha apprezzato l'impegno della nostra amministrazione rispetto a un ramo del commercio che per 5 anni, nonostante le continue segnalazioni, pressioni e diffide, è stato bypassato. Per quanto ci riguarda sono certo che il nostro assessore al commercio Luca Bergonzi saprà dare le risposte necessarie nei tempi previsti».IL CONTRATTACCOLa replica, altrettanto puntuale, di Robert Bellotti, non ha tardato ad arrivare: «I continui ribaltamenti di criteri di assegnazione delle concessioni, l'incertezza sulla legittimità del loro rilascio attraverso un bando continuamente superato da norme statali piuttosto che da direttive e circolari ministeriali e regionali, che in spazi temporali molto limitati si sono contraddetti più volte, le proroghe per quanto riguardava la conclusione dei bandi e la validità delle autorizzazioni, fino alla definitiva esclusione del commercio su area pubblica dal campo di applicazione della direttiva Bolkenstein, inserito nella legge di bilancio licenziata a fine 2018, hanno senza dubbio messo in difficoltà i Comuni, tutti, tanto da spingere nel febbraio 2017 il dirigente del settore a inserire nella propria determina di proroga dei termini di presentazione delle domande di partecipazione al bando, consentita da una delibera di giunta regionale di pochi giorni prima, la riserva di sospendere o revocare il bando, qualora non si verificassero le condizioni normative per il proseguimento della procedura».LA STOCCATA FINALEBellotti ripercorre tappe e legislazione, quindi prosegue: «Per quanto riguarda la Giunta di allora, dopo aver licenziato il bando per l'assegnazione dei posteggi, abbiamo inserito il rilascio delle autorizzazioni nel Piano esecutivo di gestione, in quanto ritenuto obiettivo strategico. Oggi assistiamo quindi al rinnovo delle autorizzazioni su basi certamente più solide e tradizionali, in quanto, come fortemente voluto dalle associazioni di categoria del commercio, il rinnovo delle concessioni delle aree di posteggio degli esercenti non prevede più graduatorie, ma, dopo anni di modifiche e lotte, l'ottenimento del rinnovo automatico ai titolari delle concessioni, esattamente ciò che auspicavano gli ambulanti, categoria di cui faccio parte». --© RIPRODUZIONE RISERVATA