scarica l'app
MENU
Chiudi
08/12/2020

Sui campi di calcio il duello non è finito La Triestina punta sullo stadio Boito

Il Piccolo di Trieste - Tiziana Carpinelli

La società alabardata, dopo l'esclusione, farà domanda con uno studio legale per far giocare la squadra femminile il bando
Tiziana CarpinelliI giochi si riaprono. La Triestina Calcio 1918 intende partecipare alla prossima gara per l'assegnazione di impianti sportivi che l'amministrazione deve indire a breve, dopo la proroga ormai agli sgoccioli (la scadenza è il 31 dicembre) dell'affido diretto all'Ufm di entrambi gli stadi. Ma non punta al Cosulich, bensì al Boito. Mettendo sul tavolo le proprie carte: il club alabardato non vuole rompere le uova nel paniere, come si dice in questi casi, alle squadre locali, ma intravede nel campo e sul territorio su cui ha giocato per stesso invito dell'amministrazione (ed evidentemente si è trovato bene) la possibilità di far esplodere nella città del cantiere il già crescente successo che il calcio in rosa sta riscuotendo nel capoluogo giuliano negli ultimi anni, sulla scia anche della campionissima Sara Gama, primo cartellino con lo Zaule, oggi difensore della Juve e capitano della nazionale. Così, forte della promozione in serie C delle ragazze della Triestina Calcio 1918 Femminile, che già si allenano sui campi dell'Aris e in casa su terreni in affitto, la squadra si è messa alla ricerca di un impianto consono alle richieste della Federazione, per gioco e allentamenti. Di qui la nota partecipazione al bando. Queste le precedenti puntate: l'Aris San Polo si è aggiudicato uno dei due lotti messi a gara, quello del Boito, però casa da anni della squadra nata dalla fusione dell'Ar Fincantieri e del Monfalcone calcio. Proprio l'Ufm, invece, ha vinto l'altro, relativo al Cosulich, per il quale era l'unico in corsa. Alla fine entrambe le compagini hanno fatto un passo indietro, rinunciando. Stando alle dichiarazioni rese a metà ottobre dalla dirigente responsabile della procedura Paola Tessaris, «mentre nel primo caso, con il ritiro dell'Aris, subentra il secondo classificato, cioè l'Ufm, appunto la società di casa, nell'altro, non essendoci un secondo soggetto in lista il lotto e la relativa parte di gara risultano andati deserti». Ma un'assegnazione deve avvenire, di qui le valutazioni tecnico-giuridiche (ancora in corso) sulle modalità da esperire. Una vicenda che ha avuto clamore per la presenza al bando appunto della Triestina, esclusa alla fine della fase tecnica, dopo l'apertura delle buste a fine settembre, ma già nel primissimo passaggio di valutazione dei requisiti tagliata fuori e in corner riammessa in autotutela dal Comune, a seguito di diffida della società sportiva. Che nel frattempo ha messo tutto in mano al proprio team di legali, lo studio Tonucci & Partners, specializzato in materia, tra i cui clienti figurano realtà di serie A come il Cagliari, la Roma e l'Inter. Attraverso gli avvocati, partirà la prossima settimana una lettera all'amministrazione in cui si chiedono spiegazioni su alcuni aspetti puntuali della gara espletata e a detta di Diego Lopez, che segue per conto della Triestina anche questa specifica pratica, «andata alla fine deserta per il ritiro di entrambe le squadre». Dal suo punto di vista, insomma, la procedura è «sospesa». «Trattandosi di una gara multilotto, se ne assegni uno solo - rimarca - va nulla. Per questo non abbiamo presentato ricorso al Tar. Ma intendiamo concorrere al prossimo bando, dove chiederemo il Boito. E siccome questa volta la domanda verrà presentata direttamente dai legali dello studio Tonucci ci aspettiamo, stavolta, di esser presi un po' più in considerazione». La Triestina ha compiuto un accesso agli atti, nell'ambito dell'iter. «Chiederemo spiegazioni sui punteggi alla luce delle competenze tecniche - prosegue Lopez -: riteniamo si essere perlomeno equivalenti agli altri concorrenti. Con tutto rispetto non siamo né un oratorio, né una squadra dilettantistica e oltre a gestire uno stadio a Trieste ci occupiamo di eventi internazionali». A scanso di equivoci, però, «non vogliamo assolutamente fare gli "usurpatori"», anzi promuovere «sinergie con le realtà locali: l'Ufm e l'Aris sono amici e riteniamo ci possa essere spazio per tutti». Alla Triestina non dispiacerebbe allargare la base della propria tifoseria, soprattutto della prima squadra. Oltre a quella rosa, una compagine definita d'«eccellenza» e da promuovere per i suoi meriti sportivi, cui il vivaio locale potrebbe guardare con interesse. Nei confronti delle altre due asd il club giuliano vuole muoversi pertanto «in punta di piedi», proponendo un confronto e la condivisione degli spazi. La città potrebbe avere pure un ritorno d'immagine, visti gli esiti delle ragazze triestine nella passata stagione. -© RIPRODUZIONE RISERVATA