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22/12/2020

Sociosanitari in piazza senza bandiere: «Perdiamo il nostro lavoro, è un lutto»

Il Secolo XIX - Silva Collecchia

Sit-in per chiedere di rivedere i parametri del bando. In serata l'ultimatum dei sindacati: «Se non si cambia sarà sciopero» la protesta contro il concorso
Silva Collecchia / La Spezia«Abbiamo chiesto al prefetto un intervento su Regione e Asl. Se il bando non sarà cambiato sarà sciopero». è l'ultimatum che chiude, con una durissima dichiarazione dei sindacati spezzini giunta in serata, la giornata di protesta contro il bando per il concorso per gli Oss cominciata ieri mattina con un presidio in piazza Europa. Oltre alle bandiere è mancata soprattutto la solidarietà delle istituzioni. A partire da quella del sindaco Pierluigi Peracchini che, nonostante la protesta si svolgesse proprio sotto il suo ufficio, non si è neppure affacciato alla finestra per mostrare la sua vicinanza ai lavoratori che rischiano il posto di lavoro. Lo stesso atteggiamento del primo cittadino è stato mutuato dagli assessori comunali e nessuno degli amministratori pubblici spezzini a percorso quei pochi metri che separavano l'ingresso da palazzo civico al presidio promosso dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. In serata Peracchini ha detto al Secolo XIX: «Esprimo tutta la mia solidarietà agli oss spezzini. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) non ho potuto essere con loro in piazza Europa in quanto ero impegnato in attività istituzionale».«Non abbiamo voluto le bandiere perché oggi per noi è un giorno di lutto - ha detto una oss - Un lutto terribile quale è la perdita del lavoro nell'assoluto silenzio delle istituzioni pubbliche. Manifestiamo dinanzi il palazzo del Comune: ma da quel portone non è uscito nessuno per starci vicino».La manifestazione di ieri sembrava quasi irreale. Le bandiere dei sindacati arrotolate accatastate per terra, nessun fischietto per richiamare la gente, ma soprattutto pochi gli oss presenti in piazza. Quelli che c'erano avevano la morte nel cuore ed erano avvolti da un alone di profonda tristezza. La lontananza tra i lavoratori e i rappresentanti sindacali, oltre che fisica, è stata la costante di tutta la mattinata. «Sono 12 anni che lavoro in ospedale e non sono più giovanissima - dice Antonella Scotto - Sono già fuori. Ho tre figli a carico. Insieme ai miei colleghi abbiamo affrontato il Covid: non ci siamo mai tirati indietro. Non si dovrebbe trattare in questo modo persone che hanno sempre lavorato». Le testimonianze degli oss della cooperativa sono terribili. «Io compio 65 nel febbraio prossimo - aggiunge Simonetta Cavatorti - Mi sono rimessa in gioco a 40 anni e per 20 anni ho lavorato in ospedale: l'ultimo anno è stato terribile. Soprattutto durante la prima ondata di Covid vedevamo i pazienti che morivano sotto i nostri occhi. Non sapevamo come adoperare i Dpi, molti di noi si sono ammalati. È brutto dirlo, ma con questo bando ci hanno tagliato fuori». «Lavorando anche otto notti al mese il mio stipendio arriva a 1250 euro - dice Germano Avanzato - Noi chiedevamo un punteggio maggiori rispetto agli altri oss delle rsa in quanto lavorando in ospedale si entra in area critica, si trattano codici rossi, si lavora in sala operatoria. Stiamo parlando di attività che non sono previste in una rsa. La valutazione della lingua inglese, vista la nostra età media, sarà uno scoglio pesante, così come le capacità informatiche, visto che a oggi ci è impedito di utilizzare computer e macchinari perché siamo lavoratori della cooperativa e non di Asl5. Non solo. Noi oss di Coopservice andremo alla prova pratica con il timore e l'ansia di perdere il posto di lavoro: saremo più soggetti a sbagliare di chi lavora altrove e partecipa al concorso per cambiare occupazione e spera di migliorarla». Anche i rappresentanti sindacali sono scoraggiati.«Le nostre richieste sono esaurite - dice Mirko Talamone della Cisl - La Regione non ha voluto inserire la distinzione tra l'esperienza maturata in ambito pubblico e quella nel comparto privato, un elemento che avrebbe offerto qualche garanzia in più a questi lavoratori che da anni e anni garantiscono il servizio per conto di Asl5. Allora chiediamo che si preveda l'assunzione di 300 oss: quelli che servirebbero per completare l'organico, e che la graduatoria resti così aperta per tre anni. Ci sarà poi da ricollocare quanti non passeranno il concorso. A questo proposito l'assessore comunale Genziana Giacomelli ha dato ampia disponibilità per aprire un tavolo di regia».