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08/01/2021

Serie A, i broadcaster mobilitati in vista del canale della Lega

Il Sole 24 Ore - Andrea Biondi

DIRITTI TV
Mediaset e Discovery, oltre a Sky, studiano il dossier Oggi informativa sui fondi
Tutte le strade della Serie A portano al canale tematico. E i vari broadcaster - compresi Mediaset e Discovery, oltre a Sky - guardano anche a questa possibilità per capire se riuscire a entrare in una partita che, visti i bandi per il triennio 2021-24 pubblicati il 4 gennaio, sembra andare dritta verso il nuovo (e ambizioso) progetto della Confindustria del calcio di farsi un canale in proprio e venderne i contenuti agli operatori pronti a rivenderlo.

In quest'ultimo caso il "rischio d'impresa" sarebbe tutto sulle spalle dei club. Ma l'arrivo dei fondi di private equity in via Rosellini - con la cordata Cvc-Advent-Fsi che ha messo sul tavolo 1,7 miliardi di offerta per il 10% di una media company - sembrerebbe dare un minimo di tranquillità in più. Su questo versante oggi è prevista una riunione fra i vertici della Lega Serie A, il presidente Paolo Dal Pino e l'ad Luigi De Siervo, con i presidenti dei club per fare il punto sulle trattative con i fondi. C'è ancora qualche tessera da mettere al posto giusto, ma sarebbe roba di dettaglio e in Lega il dossier è dato per fatto.

Gli operatori del mercato hanno intanto iniziato a valutare le proposte dei bandi pubblicati dalla Lega con l'obiettivo di arrivare a introiti annui per almeno 1,150 miliardi. Il canale resta l'opzione in caso di fallimento dei due bandi a broadcaster e intermediari, ma un ruolo lo avrebbe anche in caso di assegnazione ai broadcaster per piattaforma.

Le possibilità sono tre, valide in sequenza. C'è l'invito rivolto ai broadcaster; quello per gli intermediari indipendenti (come Mediapro nel 2018) e quello, appunto, per la creazione di un canale tematico della Lega Serie A. Si passerà da uno step all'altro solo se andasse a vuoto l'obiettivo annuo di 1,150 miliardi che rappresentano un miglioramento di 177 milioni rispetto a quanto portato nelle casse della Lega dall'ultimo bando: 973 milioni all'anno grazie ai 780 messi sul piatto da Sky per 7 partite in esclusiva alla settimana e 193 da una Dazn per le rimanenti 3 partite e che in Italia ha sdoganato il calcio in streaming.

Agli operatori è proposta una modalità d'acquisto a pacchetti con tutte e 380 le partite per satellite (500 milioni l'anno), digitale terrestre (400 milioni) e Internet (250 milioni) ma in quest'ultimo caso in co-esclusiva con il canale della Lega che potrà vendere a operatori (che poi rivenderanno al pubblico) e potenzialmente anche al pubblico. In alternativa c'è l'assegnazione "mista": pacchetto con 7 partite a settimana in esclusiva per satellite, digitale e Iptv (750 milioni), uno con le rimanenti tre per satellite, digitale e Iptv (250 milioni) e uno da 3 partite per Iptv (150 milioni).

La sentenza del Consiglio di Stato che ha vietato le esclusive web a Sky è un elemento dirimente. La media company di casa Comcast sarebbe disposta a mettere sul piatto 900 milioni per lasciare ad altri la possibilità di trasmettere le stesse partite in streaming? Difficile. La quadra potrebbe faticosamente essere raggiunta con un gioco di incastri con l'assegnazione mista. Sky in questo caso - sempre considerandola nel ruolo di operatore che finora ha fatto il mercato - dovrebbe magari riuscire ad aggiudicarsi il primo pacchetto dell'opzione "mista", confidando in una Ott di turno, da Amazon (che ha già partite di Champions League dal 2021-22) a Timvision (invece Netflix a quanto risulta al Sole 24 Ore non sarebbe interessata al calcio live), che potrebbe far propri gli altri due pacchetti, con la Lega poi a rivendersi le partite del primo pacchetto che Sky non potrebbe avere in esclusiva.

Quadra non semplice. E tanto (o tutto) porta verso il canale. La Lega ha pubblicato un invito per manifestazioni di interesse «a fornire nell'ambito di un complessivo rapporto di collaborazione, i servizi necessari all'avvio di un canale». Si parla anche di «incarico esclusivo di tutti i servizi tecnici e commerciali» e «un mandato esclusivo per la commercializzazione del Canale e per la Raccolta pubblicitaria». Come? Chi vorrà partecipare dovrà prevedere la «fornitura di un contributo alla gestione del rischio imprenditoriale e finanziario, mediante l'assunzione di un obbligo di risultato minimo», garantendo introiti per 1,150 miliardi. Operatori potranno trovare conveniente questo modello? Per il momento sono alla finestra. Sky anche in questo caso sarebbe naturalmente della partita cui guardano però anche Discovery (che è proprietaria di Eurosport) e Mediaset. Il gruppo di Cologno, contattato, non ha escluso il suo interesse. Se andassero a vuoto i broadcaster la Lega, per il suo canale, dovrebbe però fare da sé.

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