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22/12/2020

Sentenza Aemilia I sindacati: ora tutelare la legalità nel lavoro

La Nuova Ferrara

MAFIE
La sentenza d'appello del processo Aemilia è motivo di «grande soddisfazione» ma, al tempo stesso, un monito a vigilare sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio emiliano romagnolo. I sindacati Cgil, Cisl e Uil regionali intervengono all'indomani della sentenza con cui i giudici della Corte d'appello di Bologna «hanno confermato l'impianto accusatorio relativo e il giudizio di primo grado relativo all'azione messa in atto dell'associazione mafiosa che ha colpito la società emiliano romagnola, da cui è scaturito il più grande processo italiano alla 'ndrangheta nel quale ci siamo costituiti parte civile».Una soddisfazione accompagnata però dalla necessità «di alzare ulteriormente il livello di guardia e l'attività di prevenzione nei confronti delle organizzazioni criminali, ancora fortemente radicate e attive nel nostro territorio».Un appello raccolto r rilanciato da Riccardo Grazzi, segretario confederale della Cgil di Ferrara: «Ribadiamo l'impellente e necessaria tutela e difesa della sicurezza e della legalità del mondo del lavoro. Particolare attenzione va posta al sistema degli appalti nel nostro territorio, per la prevenzione e il contrasto all'illegalità, alla criminalità organizzata e soprattutto allo sfruttamento del lavoro. È per questo - conclude Grazzi - che tutte le Camere del lavoro sul territorio provinciale sono baluardo di legalità e le porte sono sempre aperte per tutelare le donne e gli uomini che lavorano nel Ferrarese».Tutte ragioni, sottolineano ancora i sindacati confederali dell'Emilia Romagna, che confermano «l'importanza del "Nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima", che propone quale tema fondativo la legalità e i diritti di lavoratrici e lavoratori, identificando e consolidando alcuni strumenti e interventi, anche di innovazione legislativa, per rendere sempre più forte l'attività di contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata da parte di tutta la società emiliano romagnola». --© RIPRODUZIONE RISERVATA