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06/01/2021

«Sei un infame»: ritorsione contro chi denuncia

QN - La Nazione

di Cristina Lorenzi CARRARA Tensione e parole grosse ieri mattina in un capannone dei cantieri. Una violenta lite è sfociata fra gli stranieri già coinvolti nell'inchiesta del caporalato partita dalla magistratura spezzina. Due dei cingalesi che fanno parte dei 18 testimoni al processo sullo sfruttamento dei subappalti dei cantieri navali che ruotava attorno alla Gs Painting, sono stati minacciati e offesi da colleghi superiori. «Siete degli infami»: la lite per una felpa e per banali motivi. «Una futile lite, scoppiata per futili motivi - spiega Umberto Faita, vertice della Fiom Cgil accorso nel cantiere per assistere i lavoratori - che la dice lunga sulla tensione che si vive nell'azienda che lavora nell'indotto di Nca. Tuttavia resta vivo il problema del sistema della nautica, il settore che poggia le proprie radici nello sfruttamento. Il modus operandi della nautica - spiega Faita - è compromesso fin dalle basi. Un settore che si presta al mondo dell'appalto e del subappalto dove il datore ha necessità di trarre profitto e lo fa scaricando sulla manodopera e arrivando alle storture che sono sotto gli occhi di tutti. Si creano beni di lusso sulla pelle dei più poveri. Si costruiscono yacht da 70milioni di euro, grazie a operai che guadagnano una manciata di spiccioli. Fino anche si continuerà ad esternalizzare il lavoro, a mantenere il sistema degli appalti si terrà in piedi lo sfruttamento. Adesso siamo davanti a casi di caporolato con stranieri che conoscono poco la lingua e le leggi e si lasciano facilmente sfruttare, ma ci sono molti casi anche di persone italiane che lavorano ai limiti della civiltà». Dello stesso avviso il segretario della Cgil Paolo Gozzani che chiede un tavolo urgente in prefettura con tutte le istituzioni e le categorie interessate perché «si metta fine una volta per tutte a questo modo di lavorare e dare lavoro proprio del Medioevo. Chiedo - tuona Gozzani - un tavolo sul problema della legalità. Non esiste che chi dice la verità venga minacciato dai colleghi. E' un problema di democrazia». Così fra gli operai della ditta esterna a Nca c'è chi contesta coloro da cui è partita la denuncia, attribuendo la colpa di aver messo a repentaglio il posto di lavoro. «Siete degli infami....». Parole grosse all'indirizzo di due dei 18 testimoni d'accusa - e parti lese nel procedimento penale - freschi di riassunzione della Gs Painting in conseguenza della gestione giudiziaria. «Siamo stati minacciati, offesi; c'è mancato poco che la situazione non degenerasse» ha riferito uno dei operai al sindacalista spezzino della Cgil Fabio Quaretti. Il sindacalista, appresa la notizia, è piombato a Carrara per capire meglio e rincuorare gli operai oggetto di insulti. E' stato accolto con disponibilità dalla dirigenza del cantiere - estranea alle dinamiche emerse tra i 39 operai della Gs Painting - e messo nelle condizioni di interloquire con loro. «Sono andato a portare un messaggio forte e chiaro: siamo e staremo sempre al fianco di chi lamenta di essere sfruttato per prendere le sue difese, sostenerlo e incoraggiarlo in una battaglia dal valore sociale» dice Quaretti. «C'è da capire ma intanto vogliamo testimoniare vicinanza a chi è disorientato e teme per il suo futuro, come se le denunce mettessero in pericolo il posto di lavoro. Non è così. Anzi proprio l'inchiesta sta a dimostrarlo, con i primi risultati emersi sul piano della legalità e dei diritti: la riassunzione di chi, sfruttato, si era dimesso perché non voleva subire; il ripristino degli stipendi dovuti a tutti i dipendenti; gli adeguamenti salariali connessi alla professionalità». © RIPRODUZIONE RISERVATA