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18/12/2020

Saranno scarcerati tutti gli indagati per le tangenti Atm

Libero - LORENZO GOTTARDO

Il gip rigetta la richiesta di giudizio immediato
■ Più che un rischio concreto, è ormai quasi una certezza: in meno di una settimana tutti gli indagati, coinvolti nello scandalo delle tangenti Atm e degli appalti "pilotati" per i lavori di manutenzione su alcune linee della metropolitana di Milano, torneranno in libertà. Per la verità, la maggior parte di loro lo sono già, dal momento che in diversi casi i termini della custodia cautelare sono scaduti e sono cambiati pure alcuni dei capi d'imputazione. Le figure più importanti coinvolte nell'inchiesta - tra cui Paolo Bellini, il funzionario Atm che dalle indagine emerge essere vero "demiurgo" del sistema corruttivo - però, si trovano ancora costrette ai domiciliari. Almeno fino al prossimo 22 dicembre, giorno in cui anche loro potranno finalmente uscire all'aria aperta da liberi cittadini. È questa la decisione presa dal gip del tribunale di Milano, Roberto Crepaldi, che ha rigettato la richiesta, presentata dal pm Giovanni Polizzi, per mandare a giudizio immediato tutti i 13 indagati. Una notizia buona per gli imputati, che però potrebbe avere pesanti risvolti in futuro. Infatti, quando lo scorso 23 giugno i militari della guardia di finanza fecero visita a Bellini - e insieme con lui anche a Sergio Vitale e Domenico Benedetto, gli uomini a capo della società Ivm verso cui il funzionario infedele dirottava commesse e subappalti con il benestare delle aziende che l'appalto l'avevano vinto davvero - gli episodi di corruzione erano limitati solo ad alcuni bandi e le accuse andavano da corruzione e abuso di ufficio fino all'associazione a delinquere finalizzata al compimento di reati contro la pubblica amministrazione. Nel tempo la situazione è cambiata. Durante l'incidente probatorio, andato avanti per diverse settimane, gli inquirenti hanno ricostruito, attraverso le parole degli indagati, i principali episodi di corruzione e il sistema illecito studiato da Paolo Bellini per arricchirsi alle spalle di Atm: informazioni riservate e sopralluoghi privati, "consulenze particolari" e soffiate sulle offerte delle altre aziende in gara in cambio di mazzette in denaro e subappalti ad "aziende amiche" come la Ivm. Ma sono emersi anche altri episodi che potrebbero aggravare la posizione di Bellini e compagni. Come nel caso della gara (valore oltre 100 milioni) per realizzare il nuovo sistema di segnalamento della M2. Uno "scaricabarile" di testimonianze che, magari, a breve riporterà in libertà gli imputati ancora ai domiciliari, ma che in futuro potrebbe costare loro una pena ancora più pesante. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Sit in l'estate scorsa sotto la sede di Atm