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02/12/2020

Sale a 61 milioni il costo finale della nuova sede del Consiglio

La Gazzetta Del Mezzogiorno

IL CANTIERE DELLE POLEMICHE
Accordo con le imprese per evitare il contenzioso. La Regione pagherà altri 4,6 milioni: ma niente soldi per le plafoniere d'oro
MASSIMILIANO SCAGLIARINI l BARI. I lavori del nuovo Consiglio regionale della Puglia sono costati finora 56,2 milioni, 16 in più rispetto al contratto di appalto sottoscritto nel 2012 che ne prevedeva 40. Ma il conto è destinato a salire di altri 4,6 milioni di euro: è la somma che la Regione è pronta a erogare alle tre imprese (Debar-Guastamacchia-Monsud) con un accordo bonario che chiuderà sul nascere il contenzioso. L'Ati appaltatrice aveva infatti iscritto riserve per 45,7 milioni di euro. La vicenda, che era stata oggetto anche di denunce dei grillini (all'epoca si parlò delle «plafoniere d'oro») ha avuto anche una coda giudiziaria con il fascicolo aperto due anni fa dalla Procura di Bari che - attraverso la Finanza - ha avviato una verifica sugli atti di spesa. Rispetto alla previsione iniziale, da luglio 2012 fino a giugno 2018 sono infatti state presentate e approvate cinque perizie di variante: la bonifica dagli ordigni bellici, la razionalizzazione dei sottoservizi, le aree esterne (giardino e parcheggio), ma soprattutto le ultime due, quelle necessarie a tenere conto delle nuove normative in materia sismica ed energetica. E sono queste due perizie, che valgono complessivamente 14 milioni, ad essere finite nel mirino delle polemiche: anche per questo, a gennaio 2019 il responsabile del procedimento ha imposto al direttore dei lavori di rivedere i costi, applicando il prezzo di listino delle plafoniere effettivamente montate e non quello - molto più alto - che risultava dai preventivi. In questo modo è stato ottenuto un risparmio pari a 516mila euro, pari esattamente alla cifra che la Corte dei conti aveva ipotizzato di contestare a titolo di danno erariale. Il cantiere è stato chiuso nello scorso aprile. I collaudi sono positivi ed è stato anche rilasciato il certificato di Prevenzione incendi. Ma le imprese hanno battuto cassa, contestando in particolare i due anni di sospensione dei lavori che avrebbero causato 37 milioni di danni, anche a titolo di immobilizzazione delle attrezzature. La questione, così come prevede il codice degli appalti, è stata affidata a una commissione di accordo bonario presieduta dall'ingegner Umberto Fratino e composta dall'avvocato Raffaele Landinetti (per la Regione) e dall'in gegner Nicola Micchetti (per le imprese). Ne è venuta fuori una proposta che riconosce 4,6 milioni, di cui 2,5 per il prolungamento dei tempi di appalto, che le imprese hanno accettato. E il responsabile del procedimento, il dirigente regionale Roberto Polieri, ha sottoscritto una relazione che ritiene congruo l'ac cordo transattivo anche per via della «non manifestatamente infondata presunzione di illegittimità della sospensione parziale dei lavori dovuta al lungo tempo necessario per definire compiutamente la variante relativa all'adeguamento e miglioramento delle prestazioni energetiche e di sostenibilità ambientale». L'accordo dovrebbe essere materialmente firmato a breve. Poi si potrà fare il conto finale. Ai lavori (60,8 milioni) bisognerà sommare l'Iva e gli oneri previdenziali (circa 15,6 milioni), i costi di progettazione e direzione lavori (11,2 milioni) e altri oneri accessori per un totale pari a 87,1 milioni, che comunque non supera il quadro economico iniziale. Anche se, proprio pochi giorni fa, anche i progettisti hanno chiesto altri 4 milioni di euro: vorrebbero attivare un arbitrato, ma la Regione ritiene che ne manchino i presupposti giuridici. E se il Tribunale sarà dello stesso avviso si dovrà andare davanti a un giudice ordinario.

PUGLIA

NEL 2012 ERANO PREVISTI 40 MILIONI I lavori sono durati sette anni: nel frattempo sono cambiate le norme E anche i progettisti chiedono altri soldi

IL CANTIERE DELLE POLEMICHE


Foto: IL CANTIERE I lavori sono andati avanti dal 2012 all'aprile 2019