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05/12/2020

Roberto Centi “In Regione la lotta alle mafie parta dagli appalti

La Repubblica - Matteo Macor

L'intervista
● a pagina 5 Entro Natale la prima seduta di commissione, ieri il primo passo operativo con una riunione a distanza con il presidente dell'antimafia in Sicilia Claudio Fava.
Prende il via in questi giorni, l'attività istituzionale di Roberto Centi, il consigliere regionale eletto con la Lista Sansa votato all'unanimità presidente della commissione antimafia della Regione Liguria.
Giorni «caldi», li definisce lo stesso consigliere, arrivato in Regione dopo una vita da professore e tre anni da consigliere comunale nella sua città, La Spezia, non solo perché «necessari per avviare un lavoro importante». «L'emergenza Covid spiega - può diventare una prateria a disposizione della criminalità organizzata, e sta anche alla politica evitare che un periodo di tali difficoltà come questo diventi una grande occasione per chi vive di affari illeciti».
A cosa allude, Centi? «Penso ad esempio all'allarme usura, in cui sappiamo rischiano di cadere commercianti, imprenditori, aziende in crisi dopo un anno di lockdown, semilockdown, stipendi dimezzati e cali dei fatturati. Un problema globale di lunga data, che ora si è intensificato. Ma in generale, è chiaro e inevitabile che un momento di difficoltà come può essere quello causato dalla pandemia rischi di favorire le mafie».
Che risposte pensa debbano arrivare, dalla politica regionale? «In Liguria, lo dice l'ultimo rapporto della Dia, non si può parlare di infiltrazioni bensì si registra un profondo radicamento delle organizzazioni mafiose. La nostra non è più la mafia delle lupare, un fenomeno territoriale, ma una zona grigia dove a zavorrare lo Stato sono imprenditori, funzionari, amministratori. Siamo una delle regioni del nord con la maggior presenza della 'ndrangheta, abbiamo porti dove si concentrano i narcotraffici con il nord Europa. La lotta all'attività mafiosa, nell'agenda di una Regione, tocca ogni ambito, dall'edilizia ai rifiuti, dalla sicurezza alla sanità fino all'edilizia. La politica deve garantire attenzione, cura di una certa cultura della legalità e soprattutto lavoro concreto».
Come si muoverà, concretamente, la commissione? «Attraverso l'analisi dei documenti di monitoraggio del fenomeno mafioso e l'audizione costante di forze dell'ordine, prefetti, procuratori, sindacati e associazioni del settore. E poi l'auspicio è poter lavorare soprattutto sulla prevenzione. Sia portando nelle scuole e nelle università attività di divulgazione, un passaggio a cui tengo molto, da professore. Sia intervenendo negli ambiti in cui la politica fatica di più, nell'attività di contrasto alle criminalità di stampo mafioso». Quali, in particolare? «Penso ad esempio al sistema degli appalti pubblici. A livello normativo, si può fare tanto. Pensiamo ad esempio ai buoni risultati ottenuti con le leggi di prevenzione che hanno regolato la ricostruzione di ponte Morandi. E poi va migliorata la gestione dei beni confiscati alla mafie. Spesso le confische possono rappresentare svolte importanti, pensiamo alla confisca Canfarotta, nel centro storico di Genova, ma si incagliano nel momento della ri-attribuzione». Lei è stato votato presidente all'unanimità.
Un passaggio formale o c'è qualcosa di più? «Di sicuro, io come il mio vice, Alessandro Bozzano, ci aspettiamo di portare avanti un lavoro collegiale. Si tratta di un'occasione per lavorare bene insieme, tra maggioranza e opposizione».
Lista Sansa Centi è stato eletto con la lista sansa
Da presidente della commissione Antimafia in Regione punto alla prevenzione sugli appalti come accaduto con il ponte