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09/12/2020

Ritrovata la Desenzano di 3.400 anni fa

Brescia Oggi

LA SCOPERTA. Straordinaria «sorpresa» durante la posa di una tubatura: archeologi già al lavoro sui reperti che permetteranno di riscrivere la storia della città
Davanti alla Spiaggia d'oro un villaggio sommerso: è un sito palafitticolo risalente all'Età del Bronzo simile a quello del Lavagnone patrimonio Unesco
Desenzano probabilmente è nata proprio qui, tra queste palafitte scoperte per caso poche settimane fa e di cui non si conosceva l'esistenza: il probabile nucleo originario di quella che è oggi la Città di Sant'Angela sorgeva direttamente sul lago, costruita su palificazioni che gli archeologi stanno ora studiando e alle quali hanno attribuito con certezza una datazione, al 1.400 avanti Cristo.È davanti alla Spiaggia d'oro: un villaggio palafitticolo dell'Età del Bronzo molto simile, per quello che è noto al momento, a quelli classificati dall'Unesco «Patrimonio dell'Umanità» al Lavagnone tra Desenzano e Lonato, al Lucone a Polpenazze, a San Sivino a Manerba e alla Lugana Vecchia a Sirmione.UNA SCOPERTA straordinaria, che permetterà con gli studi di riscrivere la storia di Desenzano. Una sorpresa archeologica totalmente inattesa, avvenuta per caso durante i lavori di realizzazione di una condotta nel lago, che apre nuovi ed importanti scenari riguardo al mondo gardesano dellEtà del Bronzo.Il prezioso ritrovamento è avvenuto tra aprile e maggio nell'ambito dei lavori di riqualificazione per portare al largo lo scarico della Spiaggia d'oro. A circa 200 metri di distanza dalla costa e a una profondità compresa tra 4 e 6 metri, sono comparse come vere e proprie sentinelle le prime 2 punte di palo a cui hanno fatto seguito altre 7 nelle vicinanze e ancora 15 più distanti in direzione Est.Acque bresciane, come stabilito dal codice degli appalti, dopo aver interrotto immediatamente i lavori ha chiesto assistenza alla Sovrintendenza e incaricato la società archeologica Andreia esperta in ricerche subacquee.L'analisi al radio carbonio ha dimostrato che i pali in legno indurito del diametro di 17 cm e realizzati a colpi d'ascia risalgono al 1400 avanti Cristo, proprio il periodo del Bronzo medio che sul territorio gardesano è caratterizzato da molteplici villaggi palafitticoli sparsi un po' qua e là, come le piccole frazioni di montagna dei giorni nostri.Una scoperta importantissima per il mondo dell'archeologia secondo il funzionario archeologo della Soprintendenza Abap Brescia e Bergamo, Cristina Longhi: «L'obiettivo è quello di comporre tassello dopo tassello il puzzle del periodo e ricostruire le logiche di popolamento del territorio. Dobbiamo immaginare varie comunità autosufficienti che disponevano nelle vicinanze di almeno un bosco per la caccia, un terreno da pascolo e uno agricolo a garanzia del proprio sostentamento. L'insediamento della Spiaggia d'oro - ha proseguito la dottoressa Longhi - era collegato alla terraferma con passerelle ed oggi è distante dalla spiaggia per effetto dell'erosione del lago. Era una grande piattaforma sostenuta da lunghi pali su cui sorgevano diverse abitazioni in legno col tetto di paglia al cui interno esistevano focolai su base d'argilla per cercare di limitare gli incendi».GLI ARCHEOLOGI, anche grazie a questa scoperta, stanno ipotizzando che le comunità vicine fossero tra loro molto territoriali, mentre tenevano rapporti commerciali col Trentino, le valli del bresciano e del bergamasco visto il ritrovamento di reperti costruiti con materiali esclusivi di quei territori. Probabilmente gli abitanti lacustri impedivano a quelli dell'entroterra di accedere alla costa ed infatti al Lavagnone non esistono resti di pesce di lago.Lo studio proseguirà alla ricerca di nuovi ritrovamenti per approfondire una scoperta eccezionale.