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01/01/2021

Raggi balneare

Il Foglio - gdr

RomaCapoccia A CURA DI SALVATORE MERLO
I trentasette stabilimenti sulle spiagge di Ostia andranno a gara. E c ' è chi sospetta la furbata grillina
Roma. Chissà se poi nel 2021 in spiaggia ci si andrà davvero. Intanto però, in attesa di capirlo, il X municipio, quello di Ostia, per certi versi il più grillino della Capitale, ha deciso di non perdere tempo: niente proroghe per 37 stabilimenti balneari. L ' Anema e Core, il Plinius, le Palme ed altri 34 andranno a bando. La scelta grillina ha fatto infuriare non solo i balneari, ma anche una folta rappresentanza della politica romana. Dal Pd a FdI. Il punto comune delle critiche è il mancato rispetto della norma con cui l ' Italia ha rinviato al 2033 l ' applicazione della diret tiva Bolkestein per la concessione delle spiagge. Lo dicono ad esempio di deputati dem Umberto Buratti e Patrizia Prestipino: " Riteniamo francamente incomprensibile la scelta dell'amministrazione Raggi di mettere a bando 37 concessioni di Ostia nonostante la normativa vigente sospenda i procedimenti amministrativi volti alla nuova assegnazione delle concessioni " . E lo dice anche la leader di FdI Giorgia Meloni: " Il M5S scri ve un provvedimento illogico, che contraddice la proroga fino al 2033 stabilita da una legge nazionale approvata dagli stessi grillini, Raggi lo ritiri in autotutela " . Per Paolo Fer rara, ex capogruppo grillino in Campidoglio, e uomo forte dei 5 stelle ad Ostia: " Meloni e gli altri chiaccheroni del Pd dovrebbero soltanto mettersi a studiare. Tutte le sentenze del Consiglio di stato: non si può andare avanti con la proroga e bisogna seguire le regole europee " . E i 5 stelle trovano un inedito alleato nel segretario di +Europa Benedetto Della Vedova che su Twitter (condiviso anche da Calenda) scrive: " Appoggio la decisio ne di mettere a bando concessioni balneari a Ostia e trovo sconcertante il corporativismo di Meloni e l ' atteggiamento antimercato di esponenti Pd " . Più difficile rispondere a chi bolla l ' operazione come spot elettorale, so prattutto per la durata della concessione: un anno, rinnovabile fino a tre volte, ma con comunque l ' obbligo di fare investimenti per la manutenzione delle spiagge. " Senza l ' appro vazione del Pua la legge regionale permette concessioni di un solo anno, anche su questo chi critica dovrebbe prima studiare " , repli ca duro Ferrara. Per qualcuno però lo spot elettorale sta proprio nel cercare di nascondere dopo 5 anni la mancanza del piano (che una volta approvato aumenterà la quota di spiagge libere e farà ripartire l ' assegnazione delle concessioni). Lo pensa ad esempio Giovanni Zannola consigliere capitolino Pd che sul punto non la vede come i suoi compagni di partito: " Le concessioni vanno rimesse a bando, ma per farlo serve il Pua. Questo bando serve proprio a nascondere il fallimento grillino di non essere riusciti a completare l ' iter di quel piano " . Secondo Zannola inol tre: " Il bando è sc ritto in maniera talmente vaga che per evitare ricorsi rivinceranno gli attuali gestori. Una scelta win-win per M5s: strizza l ' occhio agli elettori che vorrebbero le concessioni a bando e ai gestori che vorrebbero continuare a usufruirne " ( )