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17/12/2020

Raccolta rifiuti a Dalmine Dal 2021 tariffa puntuale e bidoncini con chip

Eco di Bergamo

Finalmente si parte. Dopo due anni e mezzo dal bando, dopo una serie di ricorsi tra Tar e Consiglio di Stato che hanno cambiato le carte in tavola, dopo una prima e una seconda ondata di una pandemia che ha stravolto la quotidianità, dal 1° gennaio 2021 partirà il nuovo appalto delle raccolta dei rifiuti a Dalmine.

Le parti, Comune e l'impresa Sangalli di Monza, hanno firmato l'accordo venerdì scorso. Si parla della raccolta porta a porta, dello spazzamento strade, della gestione dei cestini pubblici, che per cinque anni vale oltre sei milioni e 300 mila euro e che comporterà una grossa novità per la città: l'introduzione della tariffa puntuale, ossia dei bidoni con microchip per il conferimento dell'indifferenziato.

Non è stato facile arrivare alla firma di uno degli appalti dalminesi più importanti sia in termini di servizio ai cittadini sia per il costo. Era il 5 giugno del 2018, infatti, quando Dalmine ha pubblicato il nuovo bando quinquennale per la raccolta dei rifiuti. Si presentarono in due: un'unione di aziende composte da Aprica-G.Eco-Ecosviluppo e la Sangalli di Monza, che già gestiva la raccolta dei rifiuti in città. Vince la prima, con Sangalli che impugna la decisione a novembre 2018 davanti al Tar di Brescia, ricorso respinto, e poi davanti al Consiglio di Stato, che a novembre 2019 ribaltando la sentenza del Tar, accoglie le sue richieste, e di fatto la decreta vincitrice dell'appalto.

Nel frattempo per non causare disservizi ai cittadini, vista la situazione dei ricorsi pendenti prima e con la pandemia mondiale poi, si va di proroga tecnica in proroga del precedente bando scaduto nel 2017. Comune e Sangalli riprendono i contatti per la firma del nuovo appalto quando la situazione sanitaria lo permette nell'estate 2020, ma sorge un nuovo problema. «Sangalli fa pervenire una nota in cui chiede una revisione della parte economica del bando - spiega Sara Simoncelli, assessore al Bilancio in consiglio comunale a un'interrogazione della minoranza c - rispetto a due anni fa il mercato ha visto un aumento dei costi per lo smaltimento e Sangalli chiedeva 200 mila euro in più l'anno. Ma non è possibile una revisione dei prezzi afferenti a un bando già aggiudicato». Alla fine si è arrivati alla firma con «riserva»: lo stanziamento a bando rimane come deciso nel 2017-2018 ma Sangalli si riserva di chiedere adeguamenti in futuro.

Cosa cambierà per i cittadini dalminesi? La novità più grossa è l'introduzione del bidoncino con chip - la cui distribuzione comincerà in primavera- e della tariffa puntuale. Tradotto: per incentivare la raccolta differenziata (a Dalmine siamo intorno al 76,2% con l'obiettivo di arrivare all'86% in cinque anni) si punta sulla sua convenienza economica. Una quota della tariffa dei rifiuti verrà calcolata in base a quante volte verrà esposto il secco: più volte viene svuotato il bidoncino dell'indifferenziato più la Tari si alza. Ci sarà un anno di sperimentazione con la tariffa dei rifiuti che rimarrà calcolata con i metodi attuali e poi al via la nuova modalità di conteggio.

«Verrà distribuito un kit con bidoncino e un eco-vocabolario - conclude l'assessore -attiveremo un numero verde, e ci sarà uno spazio aperto qualche ora a settimana gestito da Sangalli per tutte le informazioni. Studieremo poi, sempre con l'azienda, come definire al meglio le modalità di comunicazione ai cittadini visto anche le restrizioni sanitarie in corso».Gloria Vitali