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01/12/2020

Quote riservate, è dubbio di legittimità

Il Tirreno - g. m.

Cna: il disciplinare comunale appalti prevede "titoli" prenotati alle imprese territoriali ma la Consulta ha bocciato il criterio
grossetoPer Cna Grosseto non è tutto oro quello che luccica nel nuovo disciplinare che regola gli appalti dei lavori e dei servizi sotto soglia con stazione appaltante il Comune. «Apprezziamo l'impegno del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e del Comune di Grosseto che ha accolto anche le nostre richieste - nota la direttrice di Cna Grosseto Anna Rita Bramerini - Abbiamo tuttavia rilevato alcuni punti del disciplinare che meritano una valutazione più approfondita». Ed ecco l'analisi. primo: la natura dell'atto«Si tratta di un disciplinare approvato dalla giunta. E, normalmente - entra nel merito Bramerini - i disciplinari normano l'agire amministrativo rispetto a una singola gara di appalto. A regolamentare l'intera materia (cioè il comportamento dell'ente rispetto a tutte le gare pubbliche bandite fino alla fine del 2021) dovrebbe essere un regolamento, approvato dal consiglio comunale e quindi con una valenza giuridica maggiore». Non è una questione di lana caprina, tutt'altro: perché «il timore è che un atto di giunta non produca gli effetti sperati e comporti il rischio di essere facilmente oggetto di ricorsi e contenziosi». secondo: "le negoziate"Il disciplinare prevede che la metà delle imprese invitate a partecipare alle negoziate siano aziende con sede in provincia di Grosseto; una parte più piccola è riservata alle imprese toscane e un numero ancora più basso alle imprese con sede in Italia. «Le quote riservate - nota Bramerini - sembrano in contrasto con i principi espressi nella sentenza della Corte costituzionale 98/2020, che ha bocciato la legge sugli appalti della Regione Toscana proprio nella parte in cui prevedeva quote riservate ad aziende toscane». Il ragionamento non fa una piega: «Se le quote riservate non sono legittime nell'ambito di una legge regionale, si teme che non lo siano neppure nell'ambito di un disciplinare comunale». terzo: garanzie per chi? Altro punto. Il disciplinare prevede l'utilizzo del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, solo per i contratti che hanno un importo superiore a 2 milioni di euro. «Sul territorio operano soprattutto piccole e micro imprese che accedono a lavori per importi molto inferiori - rammenta la direttrice di Cna - e queste rischiano di essere escluse: per le gare di importo fino a 2 milioni di euro sembra infatti valere la logica del massimo ribasso. E questo è un aspetto sui cui da tempo ci battiamo perché spesso ne va della qualità dei lavori e della dignità delle nostre imprese sul territorio, utilizzate a volte in subappalto dal vincitore della gara». quarto: suggerimentiPer gli affidamenti diretti che il Decreto Semplificazioni ammette fino a150mila euro, il disciplinare prevede che si possano fare sulla base di una relazione tecnica che deve essere fatta dal Rup, responsabile unico del procedimento. Su questo «Suggeriamo al Comune soluzioni semplici per garantire maggiore trasparenza - aggiunge Bramerini - visto che nel disciplinare è stato eliminato l'obbligo di motivare oltre che sulla congruità del preventivo, anche sulle ragioni della scelta dell'operatore economico». «Riteniamo opportuno inoltre - conclude - che nel disciplinare vengano inserite adeguate istruzioni rivolte ai Rup, che potrebbero favorire le buone prassi e la leale collaborazione tra imprese e istituzioni. Basti pensare al tema dell'anticipazione fino al 30% del corrispettivo, a quello dell'accelerazione dei Sal, stato di avanzamento lavori e dei pagamenti, a quelle relative alle garanzie». - g. m.