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24/12/2020

Quest’anno in Valsabbia non è andata benissimo dal punto di vista degli appalti pubblici, e

Brescia Oggi

Quest'anno in Valsabbia non è andata benissimo dal punto di vista degli appalti pubblici, e dopo i cantieri abbandonati e da riaffidare di Capovalle e Treviso Bresciano è arrivato il tris con quello di Idro. In due casi su tre, a rimanere in sospeso sono stati i lavori di ristrutturazione dei municipi. Da qualche settimana è tutto fermo anche in riva all'Eridio, perché le opere non sarebbero conformi al capitolato d'appalto, e per questo l'amministrazione comunale ha chiesto la risoluzione del contratto. IL COPIONE si ripete: le imprese vincono appalti facendo sconti spropositati e poi o spariscono o, come nel caso di Idro, non rispettano tempi e prescrizioni. Così, iniziata lo scorso febbraio, la riqualificazione energetica e sismica del palazzo del Comune di Idro è ferma. «Purtroppo l'impresa che ha vinto l'appalto non è stata in grado di realizzare le opere secondo il cronoprogramma predefinito - spiega il sindaco Aldo Armani - e i lavori a tutt'oggi sono fermi. Alcuni lavori poi sono stati eseguiti in difformità del capitolato: in particolare, le nuove strutture in cemento armato non rispondono alle caratteristiche di resistenza per cui sono state progettate. Questo grave fatto ci ha visti costretti a dichiarare la risoluzione del contratto».A Capovalle la ditta che stava ristrutturando l'ex scuola elementare è sparita lasciando i lavori a metà, e a Treviso Bresciano il municipio è stato mezzo demolito, poi anche qui i gestori del cantiere sono svaniti. Come andrà a finire a Idro? L'intervento è stato finanziato per circa un milione con i fondi per i Comuni di Confine (gli ex Odi) nel bando riferito agli anni 2015 e 2016, e il pacchetto prevede l'adeguamento alle norme sismiche, la riqualificazione energetica, l'abbattimento delle barriere architettoniche, la realizzazione dell'ufficio turistico, dell'ufficio postale, della biblioteca e di un centro di aggregazione. La gara d'appalto, gestita dalla Comunità montana come committente unico, è stata vinta dalla Edilgamma di Torino che ha partecipato con uno sconto del 25%. Ora probabilmente il caso approderà nelle aule giudiziarie, ed è inutile farsi domande su quando se ne verrà fuori.