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05/12/2020

Project finance senza sospesi

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Chiarimento Anac sull'obbligo per le amministrazioni su pf di iniziativa dei privati
Procedure di affi damento da concludere comunicando l'esito
Le amministrazioni hanno l'obbligo di concludere sempre le procedure di gara avviate mediante project financing emettendo un provvedimento espresso che chiarisca l'esito dello stesso. Lo ha precisato l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) con il comunicato del presidente, Giuseppe Busia, dell'11 novembre 2020 relativo ad un profilo di particolare interesse della disciplina in tema di finanza di progetto su iniziativa privata. L'intervento dell'Authority segue l'usuale attività di vigilanza sugli affi damenti mediante project fi nancing dalla quale è stato notato il fenomeno della mancata conclusione dei procedimenti di gara di diverse procedure che, quindi, fi niscono senza l'affi damento ad un soggetto promotore o ad altro operatore economico. E questo, ha notato l'Anac, «nonostante il sempre maggior interesse del mercato verso gli strumenti di Ppp» (partenariato pubblico privato, ndr ). Nel comunicato l'Anac ha evidenziato anche un secondo fenomeno che consiste nel fatto che alcune amministrazioni, che in un primo momento avevano richiesto al mercato l'interesse pubblico alla realizzazione di un certo progetto mediante un provvedimento espresso, non abbiano successivamente dato atto, con la stessa forma espressa con la quale avevano indetto la manifestazione di interesse, l'intenzione di abbandonarne l'attuazione del procedimento. In questo modo, ha notato l'Anac, si sono lasciate «in taluni casi incerte le aspettative del mercato rilevante, disattendendo l'obbligo di legge di concludere ogni procedimento amministrativo nei tempi prescritti e con un provvedimento motivato». Queste situazioni, venute alla luce a seguito dell'attività di vigilanza dell'Anac, hanno assunto rilievo, nell'ambito del project fi nancing avviato su iniziativa di un operatore economico privato (il cosiddetto promotore) avviate in base al disposto di cui all'articolo 183, comma 15, del codice appalti. Il rilievo delle fattispecie oggetto del comunicato risiede nel fatto che in alcuni casi si tratta di interventi complessi rispetto ai quali diversi soggetti che vengono coinvolti nelle procedure, primo fra tutti il cosiddetto promotore, destinano non irrilevanti risorse di tempo ed economiche nel dare corso all'analisi delle proposte. In particolare, in questi casi il progetto approvato dall'amministrazione aggiudicatrice è posto a base di una gara cui risulta necessariamente invitato anche il promotore. In base alla disciplina del codice appalti, ha evidenziato l'Anac, «al promotore sono riconosciuti sia obblighi, sia diritti proporzionati agli investimenti, tecnici ed economici, posti in essere (che si sostanziano, rispettivamente, nell'obbligo di partecipazione e di prestazione della cauzione provvisoria, e nel diritto di prelazione e rimborso del 2,5% del valore dell'investimento in caso di aggiudicazione ad un operatore economico della gara avviata sulla base del progetto presentato dal promotore)». A tale riguardo la giurisprudenza ha anche di recente stabilito che se è vero che all'amministrazione spetta ampia discrezionalità nel compiere le scelte qualifi canti la fi nanza di progetto, è anche vero che le scelte compiute dall'amministrazione, ha precisato l'Autorità, devono «essere rispettose dei principi di correttezza e lealtà, oltre che legittime». Di qui l'esigenza che «la legittima intenzione dell'amministrazione di non proseguire un certo progetto sia espressa in un provvedimento adeguatamente pubblicizzato, al fi ne di rendere le scelte dell'amministrazione trasparenti, verifi cabili ed eventualmente contestabili nelle opportune sedi da parte degli operatori economici, in una fi siologica contrapposizione tra la cura dell'interesse pubblico e il perseguimento di quello privato». © Riproduzione riservata