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23/12/2020

Progettare la qualità

MF - Carlo Lo Re

OPERE PUBBLICHE, SEMBREREBBE TRAMONTATA LA STAGIONE DEI CONCORSI
L'Ordine degli architetti di Catania attacca la Regione e critica il ritorno al passato, «con affidamenti interni e bandi restrittivi». Si ripropone il nodo della scarsa digitalizzazione della PA. Vertice per la Cassa edile etnea
Il mondo dell'edilizia siciliano non vive un periodo di serenità. Sono anni che si dibatte in una profonda crisi che, va da sé, ha anche pessimi risvolti occupazionali. Il bonus 110% può senza dubbio essere una grande chance per la razionalizzazione e la riqualificazione del patrimonio immobiliare dell'Isola, ma vi sono anche altri temi in campo di non poco importanza, come le opere pubbliche. Architetti vs Regione In merito, si registra una dura presa di posizione dell'Ordine degli architetti di Catania: «Due passi avanti e quattro indietro: avevamo intrapreso con la Regione Siciliana un percorso virtuoso, volto a valorizzare le professionalità in tema di architettura e paesaggismo, ma purtroppo dobbiamo ricrederci alla luce delle ultime scelte fatte in tema di opere pubbliche». Con queste parole, il presidente degli architetti di Catania, Alessandro Amaro, ha fatto riferimento a due precise vicende, il progetto di restyling dell'area a verde davanti Palazzo d'Orléans a Palermo, nei giorni scorsi al centro di vivaci polemiche e criticato anche dal Consiglio dell'ordine di Palermo, e il nuovo polo museale che dovrebbe sorgere dentro l'ex ospedale Vittorio Emanuele di Catania, oggetto di un non semplice bando pubblicato proprio in questi giorni per «il restauro, la rifunzionalizzazione e l'allestimento» del padiglione pensato per ospitare il Museo dell'Etna. «Nell'ultimo anno siamo riusciti a portare avanti la battaglia legata ai concorsi di progettazione in due fasi», ha evidenziato Amaro, «che mette finalmente al centro il «progetto», ampliando la platea dei partecipanti, riducendo i tempi burocratici e garantendo trasparenza nei processi d'affidamento. Basti pensare al Centro direzionale della Regione Siciliana, che accoglierà tutti gli edifici dell'amministrazione, e alla cittadella giudiziaria del capoluogo etneo, un'opera riuscita, nata da un iter condiviso, che rilancerà l'architettura contemporanea di qualità». Il nodo affidamenti Amaro ha espresso le sue profonde perplessità: «Torniamo indietro nel tempo, con l'affidamento dei progetti agli uffici interni dell'ente e con bandi restrittivi che aprono le porte solo ai grandi studi, escludendo giovani e professionisti d'eccellenza. Nel primo caso, quello del «giardino» voluto da Musumeci, con progetti superati che ci catapultano a 40 fa (palle in marmo, catene nere e fontane); nell'altro caso, invece, con un bando che solleva non poche perplessità per le sue «legittime», ma fin troppo specifiche e dettagliate richieste». Bisogna infatti sapere che, per progettare il nuovo Museo dell'Etna si richiede un architetto con diploma di specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio che in un mese dovrà produrre 20 schede in formato A3 e 5 tavole in formato A1, un portfolio con curricula e una descrizione tecnica illustrativa dettagliata («azioni e soluzioni da rispettare, ridefinizione degli spazi, percorsi fluidi e avvincenti»), che dovrà praticamente contenere il progetto preliminare. «Perché opere di grande valenza estetica e culturale devono finire nel tritacarne? Chiederemo ufficialmente di modificare le procedure», ha chiarito Amaro, «per rimettere al centro il progetto e non i progettisti sulla base di requisiti e fatturati. Credevamo fosse una questione ormai superata, già discussa e condivisa in diversi incontri, ma evidentemente non è così. Cominceremo per l'ennesima volta questa battaglia». La digitalizzazione Sempre l'Ordine degli architetti di Catania sta portando avanti un'altra battaglia importante per il comparto costruzioni siciliano, quella sulla digitalizzazione, soprattutto nel momento emergenziale che si sta attraversando, e le relative criticità degli uffici pubblici. Per Amaro, urge «potenziare personale nei Comuni e avviare processi di digitalizzazione per sfruttare appieno il superbonus 110%». Tutti i professionisti che operano nel settore dell'edilizia stanno avendo serie difficoltà a dialogare con gli enti pubblici, soprattutto con i Comuni, a causa del combinato disposto di riduzione della presenza fisica dei dipendenti (in molti casi operanti in smart working) e mancata informatizzazione dei servizi. «Una situazione che di fatto sta ingessando, rallentando e bloccando numerosi interventi, proprio in un momento di grande opportunità dato dalle agevolazioni governative», ha evidenziato Amaro, «la riduzione del personale nella pubblica amministrazione e le limitazioni per il contenimento della diffusione del Covid stanno causando ritardi e danni all'economia, specie nel settore delle costruzioni. Basti pensare alle difficoltà di consultazione degli archivi (ancora cartacei e non digitalizzati) per gli atti di conformità urbanistica e strutturale degli edifici». Insomma, una frenata per un intero comparto che invece, allo stato attuale, ha notato Amaro, avrebbe «mezzi e strumenti per risollevarsi dopo tanti anni di stallo e di crisi. Su tutti il superbonus 110%, ma anche ecobonus, sismabonus e bonus facciate. È auspicabile e necessario un cambio di rotta per non perdere questa grande occasione economica e di rigenerazione urbana». Casse edile Intanto, la Cassa edile di Catania ha eletto un nuovo presidente. Dopo il recente avvicendamento al vertice dell'Ance etnea, con Rosario Fresta che è succeduto a Giuseppe Piana (che pure avrebbe potuto ricoprire la carica per altro mandato quadriennale), anche l'ente bilaterale ha rinnovato le sue cariche, scegliendo l'imprenditore Gaetano Fichera. La Cassa edile etnea è ente in qualche modo strategico per lo sviluppo dell'area, con iscritti quasi 9 mila operai e circa 2 mila imprese attive. «Ho accettato l'incarico in un periodo critico in cui la restrizione delle attività, causata dall'emergenza pandemica, ha aggravato lo stato di debolezza cronica che colpisce il settore delle costruzioni da dieci anni a questa parte», ha dichiarato Fichera, «questa situazione d'emergenza impone una riorganizzazione della gestione del lavoro. Sosterremo i nostri iscritti, assistendo, informando e preparando imprese e lavoratori ad affrontare questo delicato momento». Il nuovo presidente ha intenzione di proporre al Comitato di gestione della Cassa di avviare una collaborazione strutturale con Inps e Inail per «incrociare le informazioni, quantitative e qualitative, comunicate ai rispettivi istituti, monitorando la reale attività in essere presso i cantieri della provincia». (riproduzione riservata)