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24/12/2020

Profumo: «Innovazione bene comune, da Compagnia 3 milioni per l’AI»

Corriere della Sera - Benna

IL RUOLO DELLE FONDAZIONI
Tecnologia senza fini di lucro. Innovazione come bene comune. E l'intelligenza artificiale al servizio degli ospedali, della cultura e della scuola. All'indomani dell'approvazione in Consiglio dei tre progetti del bando "Ai, uomo e società", finanziati con 3 milioni di euro da Compagnia di San Paolo, il presidente Francesco Profumo spiega le nuove traiettorie della fondazione torinese, quelle rotte che saranno alla base del prossimo viaggio dell'ente non profit, contenuto nel piano strategico 2021-2024. «La nostra attività filantropica, nonostante la pandema, rimane intatta Ma vogliamo moltiplicare l'impatto sociale sul territorio».

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Tecnologia senza fini di lucro. Innovazione come bene comune. E l'intelligenza artificiale al servizio degli ospedali, della cultura e della scuola. All'indomani dell'approvazione in Consiglio dei tre progetti del bando "Ai, uomo e società", finanziati con 3 milioni di euro da Compagnia di San Paolo, il presidente Francesco Profumo spiega le nuove traiettorie della fondazione torinese, quelle rotte che saranno alla base del prossimo viaggio dell'ente non profit, contenuto nel piano strategico 2021-2024. «La nostra attività filantropica, nonostante la crisi pandemica, rimane intatta - spiega il presidente della fondazione torinese e dell'Acri - Ma vogliamo moltiplicare l'impatto sociale sul territorio. Non basta erogare fondi per ottenere alti rendimenti. Dobbiamo sforzarci di fornire quegli strumenti tecnologici e di competenze che possano fare da volano alla ricerca e al Terzo Settore».


Presidente Profumo, l'intelligenza artificiale è al centro del dibattito nazionale ed europeo come nuovo motore di sviluppo. Ma perché una fondazione filantropica dovrebbe investire in tecnologie avanzate?


«L'innovazione è un bene comune. O meglio: dovrebbe essere considerata tale. Perché è una leva di competitività che permette a chiunque nel mondo di poter emergere e creare valore. Per questa ragione abbiamo costruito il bando per "Intelligenza artificiale, uomo e società" come una cassetta degli attrezzi da fornire al tessuto sociale e produttivo. Avremmo potuto finanziare genericamente progetti di ricerca. Invece andiamo a sostenere la sperimentazione applicata dell'Ai nell'ambito dei musei, della sanità e dell'educazione. L'auspicio è che ogni euro investito possa essere moltiplicato dai nostri stakeholder. E magari essere condiviso in altre realtà del sociale».


Fornire gli strumenti per crescere al posto dell'erogazione diretta. Compagnia replicherà questo meccanismo altrove, magari al Teatro Regio che richiede molti fondi ma non riesce a centrare il pareggio di bilancio?


«Vogliamo aumentare l'impatto sociale dei nostri contributi. Per farlo serve una progettualità più forte. Possiamo utilizzare questo metodo in ogni ambito. Oggi partiamo con sette musei torinesi che sperimenteranno l'Ai per una gestione più efficiente. E così nella scuola e nella sanità. Ma l'ambizione è quella di migliorare il modello operativo di chi opera in tutte le filiere del sociale. La tecnologia può portare questi benefici. E non ci fermeremo qui. Stiamo già pensando a un altro bando sull'Ai pensato per gli ospedali».


A Torino nascerà I3a, l'istituto nazionale per l'intelligenza artificiale. E anche Tim, Google e Intesa lanceranno un centro di ricerca su queste tecnologie. Anche Compagnia sarà della partita?


«L'intelligenza artificiale è uno dei temi caldi del momento che trova riscontro nell'agenda europea nel Digital Europe Programme da 7,5 miliardi di interventi, in Horizon Europe, 95 miliardi e nei 750 miliardi del Next Generation Eu, come nella strategia nazionale per l'Ai. Insieme con Intesa San Paolo stiamo lavorando a un piano per individuare le priorità, definire le linee guida e sostenere iniziative che possano far aumentare l'attrattività del nostro territorio».


La tecnologia dei robot che pensano come gli uomini solleva tanti problemi etici. La fondazione se ne occuperà?


«Nel costruire il bando per l'intelligenza artificiale abbiamo coinvolto un team di revisori dei progetti, al capo del quale abbiamo messo una professoressa che collabora con l'Oxford Internet Institute ed è deputy director del Digital Ethics Lab dell'Università di Oxford. La tecnologia deve rimettere al centro l'uomo, non sostituirlo. Le nuove tecnologie hanno una dimensione olistica, vanno a toccare tante dimensioni dell'umanità. Per tutte queste ragioni il ruolo delle fondazioni, per la loro natura sociale, si rivelerà quanto mai prezioso»


Le fondazioni si troveranno ad operare nel 2021 senza il contributo dei dividendi delle banche la cui sospensione è stata estesa dalla Bce. Come riuscite a tenere alte le erogazioni?


«Auspico che la Bce possa ripensarci. E così rivedere l'approccio da tenere per il 2021. Le fondazioni in Italia erogano cica 1 miliardo di euro l'anno nei rispettivi territori. All'interno di Acri abbiamo fatto una verifica sullo stato di salute degli enti: 17 non diminuiranno il sostegno ai territorio grazie alle risorse del fondo di stabilizzazione. Ma le risorse non sono infinite. E qualche fondazione potrebbe avere difficoltà».


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La scheda

All'indomani dell'approva-zione in Consiglio dei tre progetti del bando «Ai, uomo e società», finanziati con 3 milioni di euro da Compagnia di San Paolo, il presidente Francesco Profumo (foto ) spiega
le nuove strategie
della fondazione torinese

La persona

La tecno- logia deve mettere
al centro l'uomo

non sostituirlo

L'obiettivo

L'auspicio è che ogni euro investito possa essere mol- tiplicato


Foto:

Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo