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16/12/2020

Potature, il bando resta fermo «Dovevano partire 2 mesi fa»

Il Messaggero

È SCONTRO TRA MUNICIPI E ASSESSORE ALL'AMBIENTE: LA GARA DA 60 MILIONI PER IL VERDE VERTICALE È ANCORA FERMA
IL CASO
È scontro tra i Municipi e l'assessorato all'Ambiente sulle potature degli alberi. Al centro del contendere il bando da 60 milioni per il cosiddetto verde verticale, che per i prossimi 3 anni deve occuparsi della manutenzione di oltre 165mila piante, molte delle quali malate o a rischio di caduta perché secolari. Spiega Rino Fabiano, assessore all'Ambiente del II Municipio: «Siamo a Natale e l'appalto non è stato affidato. E la cosa più grave, oltre ai tempi di gestazione di questo bando, è che i tempi per la potatura degli alberi corrono da novembre a gennaio, dopo si rischia di mettere a rischio la salute delle stesse piante».
A Roma c'è un patrimonio di circa 350mila alberi. Di questi circa 50mila sarebbero malati o a rischio caduta perché attaccati da parassiti o non sfrondati a sufficienza. In quest'ottica si guarda con molto interessa al bando sul quale il Comune ha lavorato circa un anno e che vale 60 milioni di euro. Prevede - come nel caso della manutenzione del verde orizzontale - un accordo quadro triennale, diviso in 8 lotti, per gli interventi di potatura su circa 165mila piante nelle strade e nelle aree verdi (incluse Villa Borghese, Villa Ada, Villa Pamphilj e Castelfusano). Come detto, l'obiettivo era quello di partire con i primi interventi già a novembre, ma la Commissione che ha valutato già le offerte ricevute, non ha ancora avviato l'affidamento dell'appalto.
I SOLDI DEL GIUBILEO
Al momento le attività di potatura vengono realizzate sfruttando cinque milioni di fondi, recuperati usando risorse un tempo destinate all'ultimo Giubileo, ma le operazioni sono relativamente poche rispetto alle necessità di Roma e sono concentrate soltanto in alcune zone come il I Municipio. Fabiano accusa: «Da noi al II Municipio, dove ci sono 30mila alberi, non è partito ancora nulla. Questa amministrazione non è riuscita a dare il cambio di rotta previsto. Scontiamo il fatto che il servizio giardini ha sempre pochi uomini e ancora meno mezzi». Secondo lui, «a questo si affianca il meccanismo delle gare di appalto al massimo ribasso, che da anni ormai esternalizza i servizi di cura e manutenzione del verde urbano, sia degli interventi ordinari sia di quelli emergenziali dovuti a particolari fenomeni atmosferici e ambientali. Con il risultato che impiegano aziende non appartenenti al nostro territorio con un conseguente allungamento dei tempi di intervento».
F. Pac.
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