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22/12/2020

«Piste chiuse, danno enorme»

Il Giornale di Vicenza

GALLIO. I consiglieri dell'opposizione "Noi di Gallio e le sue contrade" tornano all'attacco dell'Amministrazione comunale
«Aprire anche solo il centro fondo avrebbe generato un indotto a beneficio di tutto il paese. Sindaco responsabile di questo scandalo»
RVATA Proseguono le polemiche a Gallio tra maggioranza e opposizione sulla questione del bando di concessione per il Centro fondo Gallio di Campomulo. Soprattutto dopo l'abbondante nevicata che ha interessato l'Altopiano e la chiusura imposta dal Governo agli impianti di risalita, con molti appassionati che hanno sostituito sci e scarponi da discesa con gli sci stretti da fondo. Possibilità però preclusa a Gallio, dove il centro fondo resta chiuso, in attesa dell'esito del bando che scade il 18 gennaio per l'assegnazione della gestione del centro. «Il centro fondo di Campomulo, con tutta la sua abbondante neve, resterà tristemente chiuso proprio quando, durante le prossime festività natalizie, avrebbe potuto rappresentare l'unica attrattiva turistica per Gallio e una fonte di reddito per molte attività dell'Altopiano - puntualizzano i consiglieri del gruppo consiliare di minoranza "Noi di Gallio e le sue contrade" -. Se ci aggiungiamo la chiusura degli impianti delle Melette fino al 7 gennaio, il danno per Gallio sarà incalcolabile in termini di ricchezza globale, posti di lavoro oltre che per le attività e le imprese commerciali e artigiane che costituiscono un indotto importante». Danni che l'opposizione imputa al sindaco Emanuele Munari e alla sua amministrazione, colpevoli, secondo la minoranza, di «aver tergiversato nella redazione e nella pubblicazione del bando», portando l'apertura delle buste a dopo le feste natalizie, periodo in cui i centri sciistici introitano oltre il 30 per cento del loro fatturato annuo. «C'è una oggettiva e reale responsabilità dell'amministrazione comunale e soprattutto del sindaco Munari - dichiara Pino Rossi, già candidato sindaco per la lista -. Fin dal suo insediamento, nel 2014, era a conoscenza della scadenza della concessione Campomulo del 31 dicembre 2018. Se guardiamo a tutti gli atti deliberativi sull'argomento, non solo vediamo come questi siano stati molto rari, ma anche che gli stessi siano stati fatti negli ultimi due anni, nell'imminenza della scadenza. Il risultato è che l'Amministrazione è arrivata in ritardo, come ad esempio sulla ricognizione degli usi civici e sulla classificazione delle aree, con il risultato che dopo il primo bando andato deserto, e sarebbe da chiedersi il perché, si è promulgato un secondo bando con scadenza il 18 gennaio - prosegue -. Una scelta a dir poco scandalosa, che rivela una volontà di creare attriti e contrasti anziché la volontà di aprire, di giungere a un approdo positivo della vertenza in atto».Secondo i consiglieri e i sostenitori di "Noi di Gallio e le sue contrade" si sarebbe dovuto mediare, giungendo così, per il bene comune, a garantire per questa stagione l'apertura di Campomulo. «A cosa serve la politica se non dimostra la capacità di mediazione? Come è avvenuto il riordino degli usi civici e come la classificazione della aree? E perché si è protratta oltre il dovuto, creando ancora più problemi o zone d'ombra - chiede il capogruppo di minoranza, Loris Stella -? Ricordiamo che la chiusura di Campomulo comporta un mancato introito nelle casse comunali di ben 35.600 euro, senza contare l'indotto che lo sci genera. Sconcerta infine il silenzio dei cittadini di fronte a questa incapacità amministrativa». © RIPRODUZIONE RISERVATA