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31/12/2020

Per le associazioni di categoria boom di lavoro e ferie ristrette

Eco di Bergamo - astrid Serughetti

Effetto Covid Le imprese hanno moltiplicato le richieste di assistenza Ristori, bandi, incentivi e cassa integrazione le misure più gettonate
Il fermo legato alle feste quest'anno sarà breve per tutte le associazioni di categoria del territorio a sostegno delle attività professionali e imprenditoriali.

Non potrebbe essere altrimenti in un anno tanto imprevedibile come quello che si sta concludendo, durante il quale il lavoro della Camera di commercio e delle associazioni di settore è stato fondamentale per fornire una guida a chi doveva barcamenarsi tra Dpcm, ristori, bandi, incentivi, cassa integrazione emergenziale, aperture e chiusure.

Scadenze incombenti

I prossimi giorni saranno prevedibilmente altrettanto intensi, a causa dell'aggiornamento delle norme stabilite fino all'inizio dell'anno, l'adeguamento dei ristori e delle casse integrazioni, ma anche la partenza (salvo rinvii dell'ultima ora) della «lotteria degli scontrini» che interessa soprattutto i commercianti. Anche per questo motivo Ascom Confcommercio Bergamo, dopo il fermo a Natale e Santo Stefano, rimarrà chiusa solo nei giorni festivi. In questi mesi gli uffici sono stati impegnati con le risposte di interpretazione dei diversi Dpcm, ordinanze e decreti, rispondendo a oltre 5 mila richieste. L'area tecnico amministrativa e l'area credito sono state impegnate in circa 4 mila pratiche riguardanti le moratorie crediti e i bandi di finanza agevolata nazionale, regionale e locale, oltre alla gestione dei contributi di 600 euro e degli ammortizzatori sociali. Mentre nel 2021 la partita si giocherà nell'area lavoro, con la cessazione del divieto di licenziamento e in generale per la sostenibilità delle aziende con un nuovo servizio per rispondere all'esigenza delle imprese di contenere costi fissi, rinviare pagamenti o rimodulare finanziamenti e accedere a fondi e aiuti messi a disposizione.

Sulla stessa lunghezza d'onda Confesercenti Bergamo che ha raddoppiato i servizi erogati a sostegno degli associati, sia rispetto a chi chiedeva informazioni e letture dei Dpcm, anche da parte di Comuni con i quali ha cercato di fare squadra per dare informazioni univoche. Bandi, ristori, Cig sono stati all'ordine del giorno con l'80% degli associati che ha richiesto assistenza e per questo anche l'associazione non chiuderà se non per le feste comandate, anche con servizi previo appuntamento. Nei prossimi giorni, per Confesercenti sarà importante il ruolo del credito, il rinnovo delle concessioni per gli ambulanti una delle categorie tra le più colpite dalle restrizioni imposte dalla pandemia.

Record per i contributi camerali

L'ente camerale, nel periodo natalizio, non prevede chiusure degli sportelli oltre ai giorni festivi. Saranno aperti il mattino, dalle 9 alle 12.40, dal lunedì al venerdì, solo su appuntamento come dall'inizio dell'emergenza sanitaria, mantenendo attiva l'ampia offerta di servizi telematici che permette di avviare un procedimento e di ottenere informazioni in autonomia.

Una delle attività che ultimamente ha registrato numeri fuori dal comune, infatti, è la richiesta dei contributi previsti dai bandi emanati per l'emergenza. In particolare hanno riscosso ampio apprezzamento Safe Working, Fai Credito, E-commerce e Impresa 4.0.

I fallimenti - circa 180 nel 2020 - le costituzioni di nuove società e le cancellazioni dal registro imprese, al momento sono in linea con gli altri anni.

Artigiani in sofferenza

Aperte, se non nei giorni festivi, anche le associazioni artigiane. Cna ha gestito più di mille pratiche Inps e oltre 600 legate ai bonus tra giugno e dicembre. Tra i servizi più richiesti ci sono stati l'assistenza per i finanziamenti bancari, la stesura di protocolli Covid, le pratiche per la riduzione dei canoni d'affitto e la consulenza per bandi regionali e comunali, mentre si preparano ad aggiornare le pratiche in previsione di nuovi possibili ristori.

Confartigianato Imprese Bergamo quantifica i contributi richiesti e ottenuti quest'anno dai propri associati in poco meno di 4 milioni di euro, per un calo di fatturato totale corrispondente a 17 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Sono circa 1.500 le pratiche avviate per la cassa integrazione, richiesta soprattutto tra marzo e maggio da quasi l'80% degli associati, e ora in lieve risalita con un 15% di imprese richiedenti.

I settori attualmente meno sofferenti, comunicano dall'organizzazione, sono edilizia, pulizie e servizi alla persona, mentre resta in grave crisi il mondo del terziario e del commercio.

A Confindustria 6 mila richieste

I numeri tirano le somme anche dell'impegno di Confindustria Bergamo che, da giugno a dicembre, ha gestito più di 6 mila richieste, di cui oltre 700 solo ad agosto, soprattutto riguardo a gestione risorse umane, finanza, sicurezza, fisco e, negli ultimi mesi, anche internazionalizzazione.

Tematiche che saranno in primo piano anche a inizio 2021. Anche per questo i servizi di consulenza saranno garantiti anche in questo periodo di feste.