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08/12/2020

«Per gli appalti il ritardo è esecutivo»

Corriere del Mezzogiorno Economia

filippo patroni griffi
Filippo Patroni Griffi, presidente del Consiglio di Stato, in che ambiti la giustizia amministrativa incrocia il mondo dell'economia?

«In 2, forse 3 macroaree, procedimenti autorizzatori, appalti e affidamenti delle gare, e, pur se in modo ben più residuale, atti delle Autorithy, quali Agcom e Antitrust».


L'opinione collettiva è che la giustizia amministrativa incida molto sui tempi degli appalti pubblici, ritardandoli.


«Che la giustizia amministrativa sia finita sotto la lente dei ritardi delle opere pubbliche è una fake news. Gli appalti che finiscono nelle aule giudiziarie amministrative sono in media l'1,5% del totale di quelli banditi dalla PA. E le procedure sospese sono addirittura lo 0,35%, poco più di 1 su 300. Come risulta dalle più recenti indagini».


Forse ci si riferisce alle impugnative.


«"Le impugnative riguardano esclusivamente le opere più importanti. In questi casi il giudice interviene di solito in via cautelare, con la sospensiva, ma in media dell'arco di due mesi si risolve il contenzioso. L'anno scorso le pronunzie finite in giudicato, dopo primo e secondo grado, sono durate mediamente entro un anno».


Quindi quali sono i veri nodi dei ritardi?


«La progettazione e la messa in cantiere di un'opera pubblica. Il nodo è a valle, una volta affidato l'appalto, i ritardi si determinano nella esecuzione. Non a caso vi è un elevato numero di fallimenti di imprese aggiudicatarie in queste fasi. Lo posso assicurare che il contenzioso non è causa dei ritardi nelle infrastrutture».


Invece nei procedimenti autorizzatori?


«Qui il problema esiste. Mi riferisco alle autorizzazioni ambientali, edilizie, commerciali. Spesso il rilascio di titoli abilitativi richiede tempi troppo lunghi, scontati dalle aziende in fase autorizzativa. Non c'è dubbio che l'autorizzazione unica ambientale stia finalmente migliorando le cose, per quel che riguarda la frammentazione normativa, tra competenze di Enti diversi, e per le troppe documentazioni richieste. Troppi sono i contenziosi aperti, in caso di rilascio della concessione, da terzi, vicini di casa, concorrenti commerciali e industriali. E se, invece viene negata, dalle stesse imprese richiedenti».


Il ritardo in quale fase si crea?


«Qui non ci sono i riti accelerati degli appalti. In media servono 5 anni tra primo e secondo grado. Indubbiamente troppi».


EMA.IMPE.


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