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25/12/2020

Paradosso ristori In Lombardia domande per metà dei fondi stanziati

La Provincia Pavese - Luca Simeone

Richieste per 44 milioni su 84,2 tra risorse statali e regionali Il Pirellone riapre i bandi per evitare che i soldi vadano persi
Luca Simeone / paviaLa Regione Lombardia è stata costretta a riaprire i bandi per l'assegnazione dell'ultima tranche di ristori destinati a un'ampia platea di microimprese che hanno subito un danno economico dall'emergenza Covid (il calo del fatturato di almeno un terzo rispetto all'anno scorso). Una mossa necessaria per impedire che i fondi - in particolare quelli statali - vadano perduti, dal momento che l'assegnazione deve essere fatta entro il 31 dicembre e che a chiusura dei termini fissati in prima battuta restavano ancora tante risorse disponibili. Un vero paradosso, viste anche le lamentele che da più parti continuano a levarsi sull'insufficienza delle misure previste per sostenere le attività in sofferenza. Su 84,2 milioni di fondi originariamente stanziati a livello nazionale e regionale per le imprese di commercio, servizi, artigianato fino a 10 dipendenti e 2 milioni di fatturato annuo, alle scadenze degli avvisi pubblicati dalla Regione erano arrivate richieste per soli 44 milioni, dunque con un avanzo di ben 40,2 milioni, quasi la metà delle risorse disponibili.i fondi aggiuntivi della regioneIl 17 novembre la Regione utilizzando l'avanzo di bilancio aveva approvato uno stanziamento di 54,5 milioni di euro, aggiuntivo rispetto a quanto previsto dai decreti Ristori 1 e 2: l'obiettivo dichiarato era di allargare la platea dei possibili beneficiari di contributi a fondo perduto - da 1.000 a 2.000 euro - ad alcune categorie e attività non comprese tra quelle indicate dai decreti governativi. A differenza dei Dl Ristori, inoltre, il periodo sul quale calcolare la perdita di fatturato non era più il solo aprile (su aprile 2019), bensì da marzo a ottobre (raffrontato con marzo-ottobre 2019) per venire incontro alle attività stagionali, con fatturati disomogenei da un mese all'altro. Di questi 54,5 milioni, 40,5 erano destinati subito a una serie di attività di commercio e servizi (e i restanti 14 andranno a lavoratori autonomi con partita Iva individuale, per i quali ci sarà un altro bando a gennaio).nuovi bandi e riapertura dei terminiEbbene, su 40,5 milioni a disposizione sono arrivate domande per 28,5 milioni, dunque con un residuo di 12 milioni. Nel frattempo a inizio dicembre la Regione ha incassato anche la sua quota di ristori prevista dagli ultimi decreti del governo: 43,7 milioni. A questo punto il Pirellone ha ridotto dei 12 milioni inutilizzati la quota di 40,5 che aveva prelevato dal suo avanzo di bilancio, finanziando ulteriori bandi con le risorse statali. Ma anche un secondo avviso destinato alle microimprese si è chiuso il 15 dicembre con un residuo di ben 28,2 milioni di euro, comprese 1.838 domande (per 2,7 milioni) presentate da chi (parrucchieri e barbieri) non era incluso nell'elenco delle attività che potevano beneficiarne.E siccome i contributi a fondo perduto da parte del governo devono essere assegnati entro il 31 dicembre, pena il ritorno nelle casse statali, è scattata la corsa per assegnare le risorse rimaste, in totale ben 30,9 milioni di euro. Di questi, 3 milioni sono stati destinati alla riapertura dei precedenti avvisi (i termini sono scaduti il 21 dicembre), mentre la cospicua parte rimanente ha costituito la dotazione di un nuovo bando, con relativo notevole allargamento della platea dei beneficiari. I termini per quest'ultimo bando sono scaduti ieri: resta da vedere quale sarà l'esito, e se stavolta i fondi saranno esauriti.--