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29/12/2020

Ostia, scattano i ricorsi dei balneari

Il Messaggero

«IL BANDO È ILLEGITTIMO PERCHÉ SI BASA SUL CODICE DEGLI APPALTI E NON SU QUELLO DELLA NAVIGAZIONE»
IL CASO
Arrivano i ricorsi contro il Comune di Roma che vuole mettere a bando per un anno oltre la metà degli stabilimenti balneari di Ostia a cui fra cinque giorni scadranno le concessioni demaniali. Si tratta di 37 lidi su un totale complessivo di 68 che rischiano di diventare abusivi dal 1° gennaio prossimo. Tra questi anche strutture storiche come la Vecchia Pineta, Belsito, Kursaal, il Delfino, solo per citare i più conosciuti. Il Campidoglio ha deciso di ignorare la legge nazionale, quella che proroga le autorizzazioni in automatico fino al 2033 e di dare corso alla lettera di infrazione dell'Unione europea di messa in mora dell'Italia sull'estensione delle concessioni, spedita il 3 dicembre scorso all'Italia. Così per timore di eventuali ricorsi per non aver rispettato le indicazioni dell'Ue, il Comune di Roma sarà chiamato in Tribunale ad affrontare quasi 40 cause degli imprenditori di Ostia che reclamano invece l'applicazione della norma nazionale. Le prime azioni legali partiranno subito dopo le feste.
LA RIUNIONE
«I nostri legali dice Stefano Di Marzio, titolare del V Lounge, uno degli stabilimenti colpiti dalla scelta del Comune hanno lavorato anche il giorno di Natale per preparare gli atti. Non ci saranno solo ricorsi amministrativi, ma si procederà anche con azioni penali e richieste di risarcimento». I balneari si riuniranno lunedì prossimo per decidere una strategia comune da portare avanti. Gli imprenditori inoltre temono che il bando possa andare deserto, visto l'affidamento per un solo anno, e i 37 stabilimenti rischierebbero di venire abbandonati e diventare ostaggi del degrado. «A Ostia non sarebbe la prima volta aggiunge Di Marzio è già successo con la Casetta. Ritenuto abusivo dalle amministrazioni, ma non dai giudici che dopo anni hanno condannato il Comune di Roma. Intanto l'area è completamente fatiscente». Intanto i presidenti di Fiba Confecercenti, Maurizio Rustignoli e Sib Confcommercio, Antonio Capacchione parlano «iniziativa palesemente illegittima, odiosamente ingiusta, pericolosamente arbitraria e turisticamente nociva».
Secondo gli esperti il bando sarebbe illegittimo perché si basa sul codice degli appalti e non su quello della navigazione come ha stabilito da una recente sentenza del Consiglio di Stato. «L'iniziativa del Comune di Roma è odiosamente ingiusta aggiungono Capacchione e Rustignoli - perché tenta di sostituire gli attuali concessionari confiscando senza indennizzo o ristoro gli impianti, le attrezzature e le aziende che sono di loro proprietà con indebito arricchimento degli eventuali nuovi assegnatari. È pericolosamente arbitraria perché la scelta di nuovi concessionari avverrà con criteri incerti, vaghi e generici con modalità del tutto discrezionali. È turisticamente nociva perché precari affidamenti stagionali penalizzano sia gli investimenti che la qualità dei servizi. Ci auguriamo che il Comune di Roma si ravveda concludono i presidenti Sib e Fiba - annullando in autotutela l'atto inconsulto e iniquo prima del doveroso intervento dell'autorità giudiziaria italiana che sicuramente farà giustizia di un'iniziativa che appare solo di chiaro sapore politico ed elettorale». Di «approssimazione a 5 Stelle e di mancanza progettuale», parlano invece Claudio Durigon e Monica Picca, deputato della Lega e capogruppo del Carroccio al X Municipio.
Moira Di Mario
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