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10/12/2020

Nuovo Palasport, giallo sui lavori riassegnati

QN - Il Resto del Carlino

Lavori prima sospesi perché la ditta incaricata era ritenuta in odore di mafia. Poi, dopo mesi di silenzio, riaffidati a un consorzio senza che il 'cda' di quest'ultimo si fosse ancora espresso sulla presa in carico e prima che fosse associato a quello vincitore. Sul tormentato appalto del nuovo palazzetto del sport di Ravenna si accendono nuovamente i riflettori. In particolare, è la lista civica della Pigna che in un'interrogazione della capogruppo Veronica Verlicchi mette in dubbio il rispetto della normativa sugli appalti e chiede conto al sindaco sulla regolarità delle procedere. Urge riassunto. Dopo essersi aggiudicato l'opera per 13,5 milioni nell'estate 2019, il Consorzio Stabile Research assegna i lavori a una propria consorziata, la Passarelli Spa, poi fermata da un'interdittiva antimafia del 25 giugno scorso. Il 23 settembre il Comune, attraverso i responsabili dell'Area Infrastrutture Civili, scrive a Research ricordando che il ritardo «comporta un potenziale danno per il Comune», attestando che i 15 giorni che il consorzio si era preso per procedere a una riassegnazione erano abbondantemente scaduti. La risposta del vincitore del bando stavolta non si fa attendere. E il 2 ottobre comunica al Comune di avere provveduto a incaricare, come nuovo esecutore dei lavori del palazzetto, il Cear, 'Consorzio Edili Artigiani Ravenna', che «ha accettato la designazione», indicando il contestuale subentro come esecutrice della propria consorziata Rh-Builder SpA. Dal verbale del consiglio di amministrazione del primo ottobre del consorzio Research viene deliberata l'ammissione a socio del consorzio Cear: l'assegnazione a un proprio associato è, infatti, requisito indispensabile previsto dalla normativa per non perdere la commessa. Ed proprio in questo passaggio che la sabbia sarebbe finita negli ingranaggi. Perché solamente il 16 ottobre, in realtà, il 'cda' di Cear accetta l'esecuzione dei lavori e l'associazione al consorzio Research. Si legge nel verbale di Cear: «Tempo fa siamo stati contattati dal presidente del consorzio stabile Research il quale ha chiesto se vi era interesse a subentrare nell'esecuzione dei lavori per la realizzazione di costruzione della Città delle Arti e dello Sport per conto del Comune di Ravenna». Si precisa che «sono stati messi a disposizione gli elaborati contrattuali - cosa che la Pigna ritiene quanto meno inusuale -, il contratto che hanno in essere col Comune e avuta la disponibilità di tali elementi, assieme alla nostra associata Rh Builder, si ritiene di essere in grado di poter realizzare tali opere e di ritenere i prezzi congrui». La richiesta viene messa ai voti e i consiglieri approvano all'unanimità. Questo, però, solo quindici giorni dopo le garanzie offerte dall'appaltatore al Comune. A ciò va aggiunto il fatto che la Passarelli, nel frattempo, ha annunciato l'intenzione di fare causa per l'esclusione dai lavori. Situazione ingarbugliata su cui ora si chiede di fare luce. Lorenzo Priviato