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16/12/2020

Nuovo Felettino, prima pietra nel 2022 Toti: ́Serviranno 36 mesi di lavoria

Il Secolo XIX - Sondra Coggio

Sondra Coggio / La Spezia«Sulla data di conclusione dei lavori non mi sbilancio. Prevediamo di predisporre la gara nel 2021, entro fine giugno, e di aggiudicare l'opera entro l'estate, con apertura del cantiere entro il primo trimestre del 2022. Poi, per realizzarla, potrebbero bastare tre anni». Sul nuovo Felettino, il presidente della Regione Liguria si è concesso ieri un pizzico di scaramanzia. Dagli anni '90 in poi, gli annunci - politicamente trasversali - non hanno portato bene. E nemmeno le ripetute pose della prima pietra. Giovanni Toti ha presentato alla Beghi il nuovo progetto dell'ospedale, affiancato dal sindaco Pierluigi Peracchini e dall'assessore regionale Giampedrone. Il progettoA colpo d'occhio, con otto piani e 500 posti letto, la struttura sembra la stessa già andata a gara nel 2015, quando vinse Pessina Costruzioni, unica concorrente, che oggi rivendica - a torto, secondo la Regione - 50 milioni di euro di danni, a fronte della revoca per inadempienza. Come ha spiegato l'architetto Claudia Romero di Politecnica, «per geometria e morfologia il progetto è rimasto tutto inalterato, al fine di accelerare i tempi». Tuttavia è diverso, in termini di aggiornamento energetico e tecnologico. Su questo si è incentrata la revisione, definita da Toti «uno sforzo gigantesco di riqualificazione progettuale». È - ha detto il governatore - uno studio di fattibilità che si avvicina ad un preliminare. Ed è - citando l'auspicio di Peracchini - un progetto che «questa volta non potrà non arrivare in fondo». Fatti i debiti scongiuri, tutta la città spera che sia proprio così. La novità fondamentale della nuova gara, sta nella formula. Non sarà più un appalto per la progettazione e la costruzione. Sarà un appalto integrato, che prevede anche la gestione. Significa che il costruttore non riceverà subito i soldi, per la realizzazione dell'opera, come nel bando precedente. Sarà pagato in trent'anni - ha detto il commissario Asl Troiano - attraverso due canoni: «Un canone di disponibilità, per ripagare quello che costruirà in conto capitale, ed un canone di gestione, perché per trent'anni la Asl 5 userà quella azienda per le manutenzioni». Si passa dunque da un investimento tutto pubblico ad un partenariato privato. «Abbiamo deciso che è più conveniente spalmarlo su trent'anni di canone, inserendo le manutenzioni - ha riassunto Toti - anziché investire 175 milioni di edilizia sanitaria in conto capitale. Meglio usare quei soldi per altri interventi che abbiamo spalmato sulla Regione». Si può fare, in base al codice degli appalti. E - secondo la Troiano - è la forma migliore oggi sul mercato: «Copiamo modelli che funzionano, avremo un ospedale di serie A. In Lombardia questa logica economica funziona benissimo. E rafforza la trasparenza». Fa discutere, la scelta di pagare per trent'anni, anziché subito. «La gestione sanitaria rimarrà pubblica - ha ripetuto ieri Toti - il privato guadagnerà dal canone d'uso trentennale, come se fosse una locazione, più una quota aggiuntiva sui servizi generali come la centrale calore. La gestione dei privati sarà limitato a mense, parcheggi, manutenzioni, pulizie, non le prestazioni cliniche». Non si sa ancora quale acconto sarà riconosciuto subito, con fondi pubblici, dei 175 milioni necessari per costruire il nuovo Felettino. Filse ha spiegato che «l'opera sarà finanziata solo parzialmente con risorse pubbliche», e che la sostenibilità economica, per i privati, «verrà garantita dai canoni». Le criticheIn sede di aggiudicazione, si stabilirà la durata dei canoni, «sui trent'anni almeno». Tutte le quote saranno saldate attingendo ai bilanci della Asl 5. Saranno garantite attraverso il bilancio regionale. Critiche sono arrivate dalla Cgil, dal centro sinistra e dal manifesto per la sanità, che, attraverso Rino Tortorelli, ha detto: «Un privato legherà le mani al bilancio della Asl per trent'anni, non consentendo nemmeno di risparmiare. Urta anche il principio concorrenziale. Più che alla Lombardia guardiamo alle indagini della Corte dei Conti su questi modelli, per capire quanti soldi pubblici poi vadano indebitamente ai privati». Federica Pecunia di Italia Viva si è detta scettica: «La notizia di oggi è che sul Felettino non c'è la notizia. Non si sa il costo, non si sa chi pagherà cosa, non si sa che si farà del Sant'Andrea. Toti inaugurò il cantiere che poi ha chiuso. Servirebbe un commissario preparato».--© RIPRODUZIONE RISERVATA