scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
24/12/2020

Nuovi uffici comunali, i costi raddoppiano

QN - Il Resto del Carlino

Non solo i lavori del nuovo palasport. L'interdittiva antimafia che ha colpito la ditta appaltante Passarelli di Napoli ha fermato dal giugno scorso anche il cantiere del palazzone pensato per ospitare i nuovi uffici comunali e la sede di Arpae. Risultato: i costi dei due immobili sono saliti vertiginosamente, praticamente raddoppiati: inizialmente indicati in complessivi 18,5 milioni, secondo le stime della giunta comporteranno una spesa finale di 32,2 milioni. Il Comune inizialmente avrebbe dovuto spenderne 8, invece ne sborserà 12,7: quasi sei milioni di euro in più. Per Arpae, cioè la Regione, l'aggravio è persino superiore: la spesa iniziale di 10,4 milioni è infatti lievitata a 19,5 milioni. Il maxi cantiere di via Berlinguer, aperto nel lontano 2014, è fermo ufficialmente da giugno di quest'anno. I lavori avrebbero dovuto durare 900 giorni, quindi terminare tra fine 2017 e inizio 2018. Il ritardo, a prescindere dall'interdittiva antimafia che ha mandato tutto a monte, era già abnorme. Va anche detto che, mentre i lavori dei nuovi uffici comunali sono a buon punto, quelli dell'edificio dell'Agenzia regionale per l'ambiente sono ancora molto indietro, peraltro ulteriormente frenati dalla decisione di Arpae di aggiungere agli uffici anche alcuni laboratori. Il costo complessivo dei due immobili in origine fu quantificato in 18,5 milioni, di cui 8 a carico del Comune. Già a partire dal 2015 una serie di determine e delibere dirigenziali avevano apportato un totale di cinque varianti al progetto, aumentando il valore dell'appalto di 5,3 milioni. Una ulteriore delibera di giunta del dicembre 2019, ha restituito cifre ancora maggiorate, per un importo complessivo di 32,2 milioni. L'incognita che ora si apre è quando saranno completati i lavori e, soprattutto, da chi. Se per quanto riguarda il palasport il cantiere è stato riassegnato dal consorzio vincitore, sebbene con modalità singolari finite sotto la lente dell'opposizione civica, per il palazzone di via Berlinguer è ancora tutto in alto mare. Eppure, secondo la clausola risolutiva del contratto, il Comune avrebbe potuto già risolverlo «in modo immediato e automatico» qualora, da informazioni rilasciate dalla competente prefettura, «emergano elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa». Ancora, la clausola riconosce al Comune «la più ampia discrezionalità nella valutazione delle informative antimafia prefettizie». In pratica il contratto avrebbe già potuto essere sciolto, soprattutto in ragione del fatto che i 900 giorni previsti per la realizzazione delle due palazzine sono abbondantemente superati e il ritardo ha comportato per i due enti pubblici un aggravio di costi superiore al 20 % stabilito dalla normativa sugli appalti. Per recedere dal contratto e sostituire la Passarelli occorre tuttavia il parere obbligatorio del collegio consultivo tecnico previsto per le opere pubbliche. Va in questo senso una nuova interrogazione della lista civica della Pigna, secondo cui «questo collegio risulta non essere ancora stato costituito». Da qui una serie di ulteriori interrogativi che la capogruppo Veronica Verlicchi rivolge al sindaco Michele de Pascale, con l'obiettivo «procedere all'ultimazione dei lavori nel più breve tempo possibile». Si chiede, in particolare, in caso di annullamento del Tar Campania dell'interdittiva antimafia alla Passarelli, quali siano i tempi previsti per la ripresa dei lavori; oppure, in caso di conferma del provvedimento, con quale modalità sarà riassegnato il cantiere. E si chiedono, da ultimo, le ragioni del superamento del massimo del 20% dei costi. A causa di questo ritardo, inoltre, il Comune continua a versare canoni di locazione ai proprietari degli immobili che ospitano i servizi - come l'anagrafe - destinati alla nuova sede. Lorenzo Priviato © RIPRODUZIONE RISERVATA