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02/12/2020

«Nessuna prova di costrizioni da parte dell’ex segretario»

Il Tirreno - p.s.

Depositate le motivazioni dell'assoluzione di Fimmanò, sia per la questione appalti autovelox sia per i controlli agli stabilimenti balneari castiglione della pescaia
grossetoNon è emersa in dibattimento la prova di costrizioni o di minacce o comunque di comportamenti illeciti: né per la vicenda autovelox, né per vicenda controlli sugli stabilimenti balneari.È la sintesi con la quale il collegio del Tribunale presieduto da Adolfo Di Zenzo ha assolto poco più di un mese fa perché il fatto non sussiste (motivazioni adesso depositate) Domenico Fimmanò, l'ex segretario del Comune di Castiglione imputato per due episodi di concussione tentata (2010). I giudici hanno accolto le tesi sostenute unanimemente dal pm Arianna Ciavattini e dal difensore Carlo Valle. A proposito delle presunte pressioni che Fimmanò avrebbe effettuato sui comandanti della polizia municipale per l'appalto delle apparecchiature autovelox, i giudici sono del parere che «né Gemma Bromo né Fabio Pieri (parti civili che avrebbero subìto le conseguenze dell'intervento ripetuto e insistente dell'imputato) hanno fornito elementi informativi da cui poter desumere che sia stata contestata la "minaccia implicita" che secondo la più recente giurisprudenza deve avere una valenza certamente marcata». Sia nel caso di Pieri, che aveva spiegato che il contratto non poteva essere rinnovato perché era cambiato il codice degli appalti, sia nel caso di Bromo. Anche quest'ultima aveva fatto presente che la normativa era stata aggiornata. E se poi a lei era stato tolto il comando «di tale decisione si è assunta la responsabilità la testimone Monica Faenzi, all'epoca sindaco di Castiglione della Pescaia, che ha dichiarato: "io non credo che nessuno dei miei assessori sollecitò, cioè noi la cambiammo semplicemente perché poi Pieri aveva lavorato meglio. Non c'è relazione con la vicenda autovelox».Non c'è stata infine alcuna pressione nei confronti di Bromo per costringerla a non effettuare i controlli sugli stabilimenti balneari. «La condotta di Fimmanò non ha avuto alcuna valenza costrittiva, avendo lo stesso esposto una sua considerazione alternativa, sulla opportunità di effettuare quel tipo di controlli nel pieno della stagione estiva, inevitabilmente dannosi per gli operatori del settore della balneazione, che costituisce - è fatto notorio - una delle principali risorse economiche della provincia». I due comandanti della municipale si erano costituiti parte civile con l'avvocata Patrizia Fabiani. --p.s.