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01/12/2020

Mezzo milione per aiutare i più poveri

Il Gazzettino

Il sindaco: «Iniziativa concreta per dare subito una mano a chi è in difficoltà e sino ad ora non ha avuto alcun sussidio»
GLI AIUTI
PORDENONE Cinquecentomila euro per aiutare coloro che hanno maggiormente subito gli effetti della pandemia, da chi ha perso il lavoro a chi ha visto una pesante riduzione del reddito. Si apre domani il bando per gli aiuti comunali destinati a singoli e famiglie che non rientrano nel circuito dell'assistenza sociale, ma che in seguito alla pandemia si sono ritrovati in una situazione di difficoltà. Si tratta di un'iniziativa spiega il sindaco Alessandro Ciriani pensata per coordinarsi con gli interventi di natura diversa dello Stato e della Regione, con l'obiettivo di dare una mano a quella platea di persone che finora non aveva bisogno di aiuto, ma che ha subito i contraccolpi della pandemia.
LA SUDDIVISIONE
I contributi, assegnati fino a esaurimento fondi, variano da un minimo di 315 a un massimo di 1.262 euro, a seconda del numero dei componenti la famiglia. Il plafond complessivo è di 500mila euro, di cui 50 mila fuori bando per i casi di estrema urgenza che, in base alla valutazione dei servizi sociali, richiedono un intervento tempestivo. La scelta di un contributo in denaro - ha chiarito il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Eligio Grizzo - lascia al cittadino l'impegno morale di utilizzare il contributo con i criteri del buon padre di famiglia. Inoltre, la distribuzione è più immediata e richiede minore impegno di risorse pubbliche, come invece avviene con i buoni spesa, sui cui controlli lavorano una decina di persone. Da domani mattina alle 9 sarà disponibile la piattaforma on line per presentare la domanda: beneficiari possono essere tutti i residenti a Pordenone che si trovino in una o più delle seguenti condizioni: almeno uno dei familiari ha perso il lavoro nel mese precedente la presentazione della domanda o è in cassa integrazione al momento della domanda; la famiglia (o il singolo) ha registrato un calo delle entrate di almeno il 30 per cento intercorso fra i due mesi precedenti la domanda (esempio: presento la domanda a novembre per le minori entrate tra settembre e ottobre).
COME ACCEDERE
Per accedere ai contributi, inoltre, le entrate del mese precedente la domanda non devono superare una certa soglia prefissata, che varia a seconda dell'ampiezza della famiglia. I contributi corrispondono sempre al 40 per cento della soglia. Non si deve inoltre disporre di un patrimonio mobiliare (depositi bancari, titoli e simili) superiore ai seimila euro alla data del 12 novembre e non si deve aver acquistato nei due mesi precedenti la domanda seconde case, auto e moto, natanti di grossa cilindrata. Se poi ci saranno situazioni particolari che non rientreranno in questi criteri, i Servizi sociali le valuteranno caso per caso. Requisiti d'accesso, informazioni e aiuto per la compilazione della domanda on line sono disponibili su sito web del Comune. Questi i contatti: beneficiunatantum@comune.pordenone.it, tel. 0434 392681 e 0434 392663 dal lunedì al venerdì in orari d'ufficio dalle 8.30 alle 12.30, il lunedì e il giovedì anche dalle 14 alle 17. Il bando si inserisce in una serie massiccia e articolata di interventi dei Servizi sociali, i cui sostegni economici sono passati da un milione 48mila euro nel 2019 a un milione 656mila nel 2020 - ha spiegato Grizzo, che assieme alla dirigente dei Servizi sociali Miralda Lisetto ha illustrato numeri e modalità dell'attività di questi mesi. Dall'inizio dell'anno, oltre ai 272mila euro dei buoni spesa statali a 600 famiglie, il Comune ha erogato 30mila euro di fondi Ater per morosità, 20mila euro di fondo rotazione piccoli prestiti e 17mila euro di sostegno economico all'educazione-microcredito, per un totale di 339mila euro. Registrato poi un aumento di spesa in diversi capitoli, come +65mila euro rispetto al 2019 per il sostegno all'affitto sul mercato libero, +11mila euro per il sostegno agli inquilini Ater morosi, + 8mila euro per il sostegno per le utenze. Si sono risparmiati invece 14mila euro in borse lavoro e tirocini perché purtroppo - chiarisce Lisetto - le aziende fermate dal Covid non hanno potuto accogliere le persone avviate ai processi formativi, che hanno avuto bisogno di nuovi interventi economici.
Lara Zani
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