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01/12/2020

Mascherine, un appalto così non è per caso

La Verita'

RISPONDE MARIO GIORDANO
• Caro Giordano, ho letto dei 72 milioni che noi cittadini abbiamo pagato (tramite la Cina, non prendiamoci in giro) a due piccole società italiane per l'acquisto di mascherine. Ricordo che a marzo fui contattato dalla Cina da conoscenti di affari, che mi dissero en passant che se volevo mi avrebbero potuto inviare privatamente forniture di anti Covid. Non ne avevo bisogno e ringraziai; certo se avessi avuto opportune conoscenze... Ora faccio conto di non aver giocato una schedina al Superenalotto. Ma vado oltre per puntualizzare: 1) la percentuale del 7 per cento per questo tipo di business è fuori da ogni media; 2) ho sentito dire che la provvigione «tanto l'hanno pagata i cinesi». Incredibile la sciatteria mentale: i cinesi hanno caricato nel prezzo questo 7% e poi lo hanno dirottato; 3) spero che qualcuno si faccia dare copia firmata originale del contratto per verificare quali erano i compiti di questi procacciatori; 4) trovo veramente singolare che il governo italiano, con il super commissario, gli uffici acquisti non certo esigui, le rappresentanze consolari in varie città cinesi, gli uffici Ice, etc si si sia affidato quasi per caso a due entità certo rispettabili, ma non paragonabili alla rete utilizzabile. Che dire? Oscar Fenu email S Caro Oscar, per il momento c'è poco altro da dire. Per il momento. Ci terrei solo a sottolineare che il punto chiave è il numero quattro. Ma lei è sicuro che sia avvenuto tutto «per caso»?