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08/01/2021

Mancano medici e infermieri Arriveranno solo il 20 gennaio

Libero - BRUNELLA BOLLOLI

VACCINI LUMACA
Gli antidoti sono pochi, ma c'è carenza pure di personale per somministrarlo: il bando per 15mila addetti è scaduto il 28 dicembre e i rinforzi li vedremo tra due settimane
■ Più che una «chiamata alle armi nella guerra contro il Covid», è una Caporetto. I vaccini sono in ritardo e anche adesso che c'è il via libera dell'Ema alla somministrazione di quello prodotto da Moderna, non c'è il personale sanitario che lo possa inoculare. Il bollettino sanitario ogni giorno ci sbatte in faccia le cifre drammatiche del virus che si sta portando via vite umane ed energie, ci costringe a stare chiusi in casa a fissare il muro o la tv, o un computer con i siti che, ovviamente, aprono quasi sempre sullo stesso argomento: il Covid. Quanto male fa. La speranza è riposta in questi vaccini che dovrebbero coprire quante più persone possibile, ma non c'è né il personale sanitario né la strumentazione adeguata per fare la puntura. Nella pagina accanto raccontiamo il pasticcio delle siringhe "sbagliate" fatte recapitare dal ministero della Salute agli ospedali della Lombardia, del Piemonte, della Liguria: migliaia di kit con aghi troppo grandi per il prelievo del siero Pfizer, quindi più utili per la diluizione che per l'iniezione. Per non perdere tempo prezioso le Regioni si sono attrezzate attingendo quindi dai propri magazzini, prendendo cioè le proprie siringhe. E va bene. Ma la carenza del personale sanitario non è qualcosa che può essere risolto in modo altrettanto agile, tanto più che da mesi è noto il problema: in Italia mancano medici e infermieri, con il Covid poi non bastano mai. Il commissario buono per tutte le emergenze, Domenico Arcuri, era a conoscenza della questione e infatti a metà dicembre ha emanato il bando per il reclutamento: scadenza il 28 dicembre. Vi si prevedeva, c'è scritto, «l'assunzione di circa 3mila dottori e 12mila infermieri e assistenti sanitari che dovranno sostenere la campagna di somministrazione del vaccino nelle 1.500 strutture individuate e distribuite su tutto il territorio nazionale». Nel testo del bando si legge che i contratti avrebbero avuto una durata di 9 mesi, rinnovabili in caso di necessità. «È una chiamata alle armi», aveva dichiarato allora il prode Arcuri, «per dirla meglio è un richiamo accorato alla responsabilità e alla solidarietà da parte di quei cittadini italiani che possono aiutarci ad effettuare la più grande campagna di vaccinazione di massa degli ultimi decenni con efficacia e tempestività». Ora, il bando è scaduto e quei camici bianchi che si sono fatti avanti non sono ancora operativi. Perché? «Arriveranno 1.500 tra medici e infermieri dal 20 gennaio», ha fatto sapere ieri Arcuri al termine di una riunione con i ministri competenti, «la suddivisione sarà in base alla popolazione delle singole regioni». Insomma, per vedere i rinforzi in campo contro un nemico che uccide e non arretra di un passo tocca aspettare fino a fine mese quando «i primi candidati saranno disponibili». Sarebbero stati selezionati non dottori e infermieri già in servizio, ma quelli in quiescenza e i laureati non ancora occupati. Evitate, da ciò che si è appreso al termine della riunione, eccessive mobilità tra regioni per il personale. Per la Lega il governo deve dimettersi: «Arcuri ha detto che i medici arrivano tardi nelle Regioni perché il governo ha approvato tardi la Finanziaria», ha twittato il leader Salvini. E il capogruppo del Carroccio al Senato, Massimiliano Romeo, gli ha fatto eco: «Esecutivo incapace». Oltre al fabbisogno di personale sanitario, c'è infatti il parodosso che se la profilassi non viene garantita prima ai medici di base (coinvolti soltanto ieri dal governo nella campagna vaccinale), costoro non possono essere utilizzati per inoculare il siero agli altri. L'ha spiegato bene il segretario generale della Federazione dei Medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti: «Finché tutti i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta non saranno immunizzati, è impossibile che questi possano essere coinvolti come vaccinatori anti-Covid perché ciò è un rischio sia per i medici stessi sia per i cittadini». E anche Filippo Anelli, presidente Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici), ha dichiarato: «Il vaccino è il miglior Dpi per gli operatori sanitari».

Le cifre

FABBISOGNO In Italia le vaccinazioni vanno a rilento anche perché mancano medici e infermieri che dovrebbero somministrare il siero. Un bando con scadenza 28 dicembre 2020 era stato emesso per il reclutamento di 3mila dottori e 12mila infermieri per 9 mesi di lavoro. DISPONIBILI A FINE MESE Secondo il commissario Domenico Arcuri i nuovi medici saranno operativi dal 20 gennaio: si tratta di 1.500 unità tra dottori e infermieri.

Foto: Oltre alla penuria di vaccini, gli ospedali devono fare i conti con le croniche carenze di personale acuite dall'emergenza (LaPresse)